Narcosale improvvisate tra le macchine parcheggiate

DISAGIO IN CORSO VENEZIA. Barriere e reti non bastano: i tossici si bucano in strada

Si bucano tra le auto in sosta, alle spalle del cantiere, mentre gli operai provvedono a sigillare con grate e reti tutti gli accessi del passante ferroviario. In corso Venezia continua l’emergenza tossici, come testimonia la foto scattata ieri mattina poco dopo le 10 a due passi da via Stradella. Dopo la demolizione del gabbiotto degli operai, usato come dormitorio, e le recenti denunce dei residenti di via Valprato il tour della droga si è spostato di un isolato appena, pur rimanendo fermamente legato a quelle lamiere che ancora oggi dividono la strada da un cantiere rimasto al palo per l’assenza di soldi pubblici. Così mentre le auto e i pedoni viaggiano avanti e indietro un uomo sulla quarantina decide di accovacciarsi lungo la corsia che dovrebbe essere riservata alle persone. «E che in realtà – spiega un commerciante -, non viene praticamente mai presa in considerazione da nessuno. Infatti gli automobilisti ci parcheggiano tranquillamente sopra».

In pochi minuti il tossico tira fuori dalle sue tasche l’occorrente per una farsi una dose di eroina. Quasi nessuno lo nota. «Ma lui è uno dei tanti racconta ancora l’esercente -. Venite qui di pomeriggio e vedrete che bel via vai». A pochi metri, invece, gli operai continuano l’opera di chiusura dei numeri accessi che in pochi mesi hanno trasformato il passante in un’area cani e in una narcosala. Di mattina ci sono i padroni con i loro amici a quattro zampe, al pomeriggio tocca a loschi figuri addentrarsi nel vecchio cantiere dimenticato. Tre i disperati fermati dalla polizia poche settimane fa, mentre recentemente uno spacciatore è stato arrestato dai carabinieri mentre tentava di fuggire proprio su via Valprato. Da quei varchi che molto presto saranno completamente sigillati. Con sbarre di ferro difficilmente danneggiabili. Aspettando, un domani, l’avvio dei lavori.

 

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