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Il Capo dello Stato a Palazzo Lascaris sede del Consiglio piemontese

RESISTENZA. Mattarella conferisce la Medaglia d’Oro al Merito Civile al gonfalone della Regione

Dopo aver lasciato il Teatro Carignano, dove ha preso parte all’inaugurazione di Terra Madre, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha raggiunto Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. Qui il Capo dello Stato ha conferito la medaglia d’oro al Merito civile al al gonfalone della Regione Piemonte per gli esempi di solidarietà umana mostrati dalla popolazione piemontese all’epoca della guerra di Liberazione. Ad accogliere il Capo dello Stato nell’Aula del Consiglio il presidente Mauro Laus e il presidente della giunta regionale, Sergio Chiamparino. In prima fila, tra gli ospiti, anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino.
 
LAUS: CELEBRIAMO IMPEGNO E SACRIFICIO DEI PIEMONTESI
Oggi celebriamo un evento importante, l’impegno e il sacrificio dei piemontesi durante i venti mesi della lotta di Liberazione”, ha detto Laus, che nel suo intervento ha ricordato il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, scomparso la scorsa settimana. “L’energia e la speranza che hanno contraddistinto quel periodo – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Piemonte ricordando la Resistenza in Piemonte – la voglia di costruire, l’orgoglio di potercela fare, sono quanto mai attuali. Rappresentano gli stessi leali che devono caratterizzare la nostra vita, le nostre azioni, le nostre scelte. Le stesse scelte di chi ci ha riconsegnato una Repubblica libera, lasciandoci in eredità l’orgoglio della nostra cittadinanza, l’orgoglio della nostra Costituzione.

RICONOSCIMENTO E’ VALORE DI TUTTI E PER TUTTI
Il riconoscimento che oggi ci viene conferito è un valore di tutti e per tutti“. E’ un passaggio dell’intervento del presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus. “L’esercizio della memoria storica – ha aggiunto Laus – deve espletare un compito fondamentale: quello di mantenere viva la memoria di quegli anni terribili, il ricordo di chi ha lottato per dare al Paese e alle generazioni future una speranza”. “La libertà, la giustizia, la democrazia non sono qualcosa di scontato, né tanto meno di superato”, sottolinea Laus, ricordando che ancora oggi “veniamo a sapere di individui che perseguitano, torturano, umiliano, uccidono altri individui”. “E se le prove di fronte a noi sono esaurite – aggiunge ancora – vale la pena di accompagnare il futuro con la memoria di ciò che è stato, una memoria che per noi assume ancora più significato e più responsabilità nel simbolo alto e nobile della Medaglia. Un riconoscimento – conclude – di cui faremo tesoro come comunità e come persone”.

UNA MEDAGLIA D’ORO…FEMMINILE
Questa medaglia d’oro al valore civile alla Regione Piemonte, signor presidente, è femminile. E lo è ancora di più quest’anno in cui ricordiamo il 70/o dell‘Assemblea Costituente e del suffragio universale, quando per la prima volta le donne poterono votare ed essere votate”. E’ un passaggio dell’intervento del vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione, Nino Boeti, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la cerimonia di conferimento della Medaglia d’oro al valor civile al gonfalone della Regione Piemonte. Boeti ha ricordato, in particolare, “il lavoro di maternage delle donne piemontesi, donne di grande spessore politico e morale, ma anche donne semplici”. Ha poi ricordato un episodio, protagoniste tre donne che un giorno di settembre del ’43, su un treno, nascosero sotto le loro lunghe gonne nere un partigiano salvandolo dai nazisti. Il Comitato Resistenza e Costuzione, nato nel 1976 e presieduto da Boeti, è promotore della ricerca dello storico Claudio Devalle che ha portato al conferimento della Medaglia d’oro al valor civile al gonfalone della Regione Piemonte “per l’impegno, il coraggio e il sacrificio dei piemontesi durante la Guerra di Liberazione”.

MEDAGLIA RICONOSCE VALORE PIEMONTESI

La medaglia d’oro al valor civile al gonfalone della Regione Piemonte è “una testimonianza incontrovertibile del valore della nostra gente, valore che oggi viene giustamente riconosciuto“. Così il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, alla consegna del riconoscimento da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “E’ un riconoscimento di cui siamo profondamente onorati, e lo dico a nome di tutte le popolazioni del Piemonte che il gonfalone della Regione simbolicamente rappresenta – aggiunge Chiamparino -. Luoghi come Boves, Montoso, Fondo Toce, Colle del Lys, il poligono del Martinetto a Torino, Caluso, il Pian del Lot, la Val Sesia, il Canavese, le valli dell’Ossola, o momenti come gli scioperi del marzo ’43 alla Fiat di Torino, segnano e ci ricordano i sacrifici e il sangue versato dalla popolazione piemontese per contribuire alla liberazione nazionale”. “Ma questo elenco, pur così denso di echi storici, non basta certo a riassumere l’insieme dei sacrifici sofferti dalla nostra gente – sottolinea ancora Chiamparino – in quegli anni di guerra, e dell’impegno con cui ha combattuto per contribuire a isolare sempre di più l’invasore nazista e il governo fantoccio di Benito Mussolini. Perché sarebbe sbagliato pensare ai venti mesi di lotta di liberazione solo come vicenda militare: furono invece una grande esperienza umana, fatta di donne e uomini, una popolazione eterogenea che nel suo schierarsi contro la guerra e il fascismo costruì giorno per giorno il nucleo della nostra democrazia. E così, emblematicamente, ricordo che quando le truppe alleate sono arrivate a Torino, la città era già libera, con i suoi organi di polizia attivi e con i servizi essenziali ai cittadini in funzione”. 

 

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