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Novantenne in gravi condizioni all’ospedale

IL CASO Ciriè, anziana massacrata e poi legata al letto: in manette il nipote

Ha massacrato la zia 87enne perché gli ha chiesto aiuto per andare in bagno troppe volte. È successo in via Vittorio Emanuele, nel centro storico di Cirié, un’ora prima della mezzanotte fra martedì e mercoledì, quando Domenico Baudino, geometra incensurato classe 1953, ha prima preso a schiaffi e pugni la zia 87enne, arrivando a colpirla al volto addirittura con un crocifisso, poi l’ha legata al letto con una cinghia.

A salvare la donna sono stati i carabinieri di Ciriè, coordinati dal luogotenente Diego Mannarelli, che durante uno dei consueti servizi di sorveglianza hanno notato un uomo su un balcone di via Vittorio Emanuele. Si trattava di Baudino, in vistoso stato di agitazione e con la maglietta sporca di sangue. Ovviamente i militari sono subito entrati nel condominio, ordinando all’uomo di aprire la porta. Una volta in casa, i carabinieri hanno trovato nel letto l’anziana, legata e anche lei con il viso e il corpo pieno di sangue. È stato lo stesso geometra a spiegare agli increduli militari cosa era successo: «Non mi lasciava respirare – ha detto, cercando di giustificarsi . Ogni dieci minuti mi chiedeva di alzarla dal letto e di portarla in bagno o di farla bere. Ho avuto un attimo di confusione e rabbia e l’ho picchiata e poi legata». Scuse che non gli hanno evitato le manette. L’uomo è ora in carcere a Ivrea e dovrà rispondere di tentato omicidio e sequestro di persona.

Mentre il geometra veniva portato in gattabuia con una gazzella a sirene spiegate, l’anziana donna – una zia materna – veniva soccorsa dai medici dell’equipe del 118 che prima l’hanno stabilizzata e poi l’hanno trasportata al vicino pronto soccorso di Cirié per le cure del caso. L’87enne è ancora ricoverata in prognosi riservata a seguito del forte trauma cranico e delle ecchimosi sul corpo e sul volto. Vista anche l’età della vittima, i medici dell’ospedale di via Battitore ne stanno monitorando di ora in ora la situazione ma, seppur grave, non dovrebbe essere in pericolo di vita.

La notizia dell’arresto del geometra ha lasciato sgomenti i vicini di casa: «Lo conoscevamo molto poco perché non veniva spesso a trovare la zia. Con noi è sempre stato gentile e garbato – raccontano -. L’altra sera nessuno di noi si è accorto di nulla. Poi, con il passaparola, ci hanno avvisato dell’arresto e siamo rimasti tutti senza parole». E il vicinato spera tanto «di poter vedere quanto prima la zia a casa, perché non meritava tutta questa cattiveria».

 

 

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