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Dura pena inflitta a commerciante 31enne finita sotto processo per calunnia

LA STANGATA. Torino, denuncia ex collaboratrice per screditarla. Condannata a 2 anni e 8 mesi

Presentare una denuncia al solo scopo di screditare la controparte di una causa giudiziaria costa due anni e otto mesi di carcere: questa la pena che oggi, a Torino, è stata inflitta a una commerciante di 31 anni processata per calunnia. Il tribunale ha accolto le richieste del pm Dionigi Tibone. La donna, titolare di un negozio di abbigliamento nel Torinese, il 10 maggio 2013 aveva inoltrato una querela in procura contro la sua ex collaboratrice, con la quale aveva in corso una causa di lavoro, accusandola di averle sottratto un documento. La “vittima”, una volta interrogata, dimostrò che il foglio (un testamento olografo molto importante, visto il contenuto, per dirimere la controversia) era nella sua disponibilità, visto che era lei, di fatto, a gestire l’attività commerciale. La causa di lavoro si concluse il 17 giugno 2013 con una conciliazione fra le parti (comprensiva del pagamento di 2.500 euro), ma il 27 marzo dell’anno successivo la commerciante, durante una trattativa, offrì di ritirare la querela in cambio di un risarcimento di 1.500 euro. “Quella denuncia – ha detto il Tibone – fu usata non solo per screditare la parte lesa, ma anche come strumento di pressione per riottenere il denaro“.

 

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