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Il deposito è gestito da alcuni ragazzotti africani

LA PROTESTA Torino, un’officina abusiva all’aperto in via Cigna: «Il rumore è insopportabile»

TORINO. Si appostano dietro gli alti muri della Gondrand e tra le piante cominciano a battere pesantemente su elettrodomestici e altri oggetti. Il rumore si sente fino a un isolato di distanza tanto che in molti si chiedono spesso cosa stia succedendo. In via Cigna non c’è più il distributore di benzina, in compenso una vera e propria officina abusiva sembra aver preso il suo posto. Il deposito è gestito da alcuni ragazzotti africani che girano Torino con i loro carretti in cerca di cianfrusaglie da lasciare nel “ferrivecchi”.

Tre gli uomini che ieri mattina hanno scaricato alcuni oggetti, tra cui una lavatrice, nell’area abbandonata che sorge all’angolo con via Lauro Rossi. «Poi abbiamo sentito dei rumori molto forti – ricorda un residente -. Due di questi ragazzi si trovavano sul marciapiede mentre un terzo, con un martello, cercava di smontare pezzo per pezzo l’elettrodomestico». Ma per farne cosa? Forse per rivendere i pezzi in qualche bazar. Un via vai che da sei mesi è diventato davvero quotidiano. Sia al mattino che al pomeriggio capita di incontrare questi individui che trainano pesanti carretti. Dentro si intravedono, termosifoni, televisori, computer. Trovati nei bidoni o per strada. E, chissà, forse si tratta degli stessi individui che per mesi sono riusciti a trasformare piazza Baldissera in un suk della ricettazione. Prima dell’intervento della municipale e dell’avvio dei lavori di riqualificazione della zona, per conto delle trasformazioni previste dal passante ferroviario.

Quel lavoro, faticoso e minuzioso, gli extracomunitari hanno deciso di continuarlo in Barriera, sfruttando un altro terreno abbandonato dove i controlli sono sporadici. Accedendo da un piccolo passaggio i ragazzi trasportano la merce, prima di mettersi al lavoro. Smontano, rompono, recuperano. E poi rivendono tutto, sperando sempre in un buon affare.

 

 

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