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Videosorveglianza privata tra le tombe. «Scoprirò chi ruba fiori e lumini dei nostri morti»

L’INIZIATIVA Rivara, le microtelecamere di un cittadino per stanare chi fa razzia al cimitero

Contro la recrudescenza dello spregevole fenomeno dei “furti al cimitero” arriva la videosorveglianza fai da te. È quanto successo nei giorni scorsi a Rivara, paese di 2.800 abitanti nel cuore dell’alto Canavese, dove un esasperato abitante del posto ha deciso di affidarsi alla tecnologia per dare personalmente la caccia ai “ladri di sentimenti” che depredano il cimitero locale. Un modo originale per tutelare il camposanto, ultimamente diventato il bersaglio di balordi che fanno razzia soprattutto di fiori, ma anche di croci e lumini ai piedi delle lapidi. Fallito un primo tentativo di dissuadere gli autori dei continui blitz attraverso il posizionamento di cartelli lasciati sulle tombe stesse con su scritto frasi eloquenti, come «come fai a dormire la notte se rubi i fiori al cimitero?», il rivarese ha deciso di vestire i panni di moderno “Hercule Poirot” e di indagare sui raid posizionando tra le decorazioni floreali delle microtelecamere. Una soluzione ingegnosa, che per ora, forse a causa della scarsa durata delle batterie degli occhi elettronici, non ha tuttavia dato i frutti sperati.

«Se sarà necessario aumenterò il numero delle microcamere collocate al cimitero. Prima o poi riuscirò a filmare chi sottrae imperterrito fiori dalle tombe – spiega l’indomito cittadino di Rivara – A quel punto consegnerò il filmato alle forze dell’ordine in modo da porre fine a questi continui e spiacevoli episodi». Anche i concittadini dell’investigatore ” 2.0″ chiedono all’amministrazione comunale un aumento dei controlli al camposanto del paese: «Se non ci sono soldi per installare un sistema di videosorveglianza comunale, si potrebbe almeno intensificare e rendere più stringente il controllo da parte del personale impiegato nei servizi cimiteriali. Bisognerebbe vigilare soprattutto sulle entrate dei cancelli laterali. All’inizio sembravano episodi sporadici, ora non più. È una vergogna: bisogna individuare questi furbetti che portano a casa mazzi di fiori prelevati dalle tombe di persone sconosciute».

 

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