img_big
News
Spariscono offerte, opere d’arte e ostie. La polizia indaga sull’aggressione a un sacerdote

TERRORE E PAURA. Allarme furti in chiese e parrocchie. Preti minacciati e pestati per i soldi

Catenelle tra i banchi e allarmi inseriti per non far avvicinare all’altare, occhi elettronici puntati sui tabernacoli che custodiscono le ostie, telecamere dentro e fuori gli uffici parrocchiali. Tecnologia a servizio della sicurezza nei luoghi sacri, dove i furti sono ormai all’ordine del giorno come per la strada e dove può accadere come è successo a Torino – che un sacerdote venga minacciato e pestato se si rifiuta di consegnare i soldi. Basta prendere l’elenco delle parrocchie della diocesi, comporre a caso una decina di numeri chiedendo se siano state o meno visitate dai ladri e il quadro che emerge è sconcertante: quasi tutte hanno subito almeno un furto e molte sono state costrette a investire in sistemi di prevenzione. «Da qualche tempo – spiega Don Alberto di San Giacomo Apostolo e San Grato alla Barca – non abbiamo più ricevuto visite, ma in passato le serrature sono state scassinate più volte. Il bottino, quasi sempre, è misero, perché di soldi non ce ne sono, i danni però sono importanti e per prevenirli e individuare gli autori dei furti quasi tutte le chiese della zona hanno installato telecamere all’interno e all’esterno, qualcuno anche per proteggere le ostie». Era stato lo stesso vescovo, monsignor Cesare Nosiglia, un paio d’anni fa a invitare a una maggior attenzione i parroci in seguito a una serie di furti sacrileghi, forse commessi da gruppi satanici. Nessuno, adesso, dice di essere stato vittima di “colpi” di questo genere, ma l’allerta resta alta.

CONTINUA A LEGGERE IL GIORNALE IN EDICOLA OGGI  

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo