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Ma dal giorno dell’installazione sono spente «Il Comune non ci ha dato l’autorizzazione»

(IN)SICUREZZA. Il condominio si paga la videosorveglianza per fermare i nomadi

«Gli zingari non ci lasciano in pace: accendeteci le telecamere». È questo il grido di dolore delle 86 famiglie residenti in via Fratelli Garrone 79d, nel quartiere Mirafiori Sud. La situazione non è certo delle più semplici, e proprio per questo gli abitanti dei condomini “San Pancrazio” e “Di Vittorio” hanno sborsato 150 euro a famiglia per installare un sistema di videosorveglianza privato attorno a tutto il comprensorio. Peccato che da febbraio non riescano a ottenere i permessi per l’attivazione. «È una situazione insostenibile – racconta Angela Colafiore, 67 anni, ex infermiera che abita nel condominio – bisogna avere mille occhi e più passano i giorni più la situazione peggiora».

Tra via Artom, strada Castello di Mirafiori e corso Traiano si sono insediate, ormai da anni, numerose famiglie rom che creano notevoli problemi in tutto il quartiere. «Abbiamo dovuto sostituire tutte le porte d’ingresso con altre blindate e dotate di serrature a codice, perché spesso le forzavano per entrare nei locali dove teniamo i bidoncini della raccolta differenziata. E dove si trovano anche quelli del supermercato dove si può trovare molto cibo scaduto. Abbiamo dovuto sostituire anche la porta di accesso ai magazzini del market perché durante la notte entravano per rubare materiale elettronico, come televisori ed elettrodomestici».

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