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LA RAPINA Torino, calci, pugni e coltellacci alla mano: «Preleva i soldi o ti ammazziamo»

TORINO. La rabbia ha già spodestato la paura, rivendicando il primato tra i sentimenti che hanno agitato il sonno di Mario (nome di fantasia), 27 anni, appena dopo la rapina subita all’uscita dal lavoro, mercoledì notte, mentre rientrava verso la fermata della metropolitana che lo avrebbe riportato a casa in una manciata di minuti. Quel tempo, però, si è dilatato fino a sembrare infinito, sotto la minaccia di due coltelli puntati al petto e al fianco da una banda di quattro «giovani immigrati, forse maghrebini, sui vent’anni», che hanno trascinato il giovane in un incubo cominciato sotto una gragnuola di calci e pugni, appena dopo l’ora di cena. «Finisco di lavorare tardi e appena in tempo per rientrare con la metropolitana, devono avermi individuato a caso» racconta la vittima, tumefatto in volto e sul corpo, trincerandosi dietro una richiesta di anonimato che non è dettata tanto dalla preoccupazione di ritorsioni, quanto dal rischio di incontrare un’altra volta, «magari da soli» i suoi aggressori. «Non avrei scrupoli ad affrontarli uno per uno, si sono fatti forti solo perché sapevano di essere in quattro e armati».

 

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