img_big
News
La polizia municipale ha condotto 438 controlli nel quartiere del divertimento

STANGATA SULLA MOVIDA Torino, novemila multe a San Salvario e decine di locali chiusi dai vigili

TORINO. Se su un fronte c’è chi si domanda cosa fare dopo il tramonto in una città che ha conosciuto solo in anni recenti la propria vocazione turistica, su quello opposto c’è chi si diverte parecchio, senza troppo badare alle regole. Meglio, senza rinunciare al brivido della trasgressione a buon mercato, magari, con un cocktail in una mano e uno spinello nell’al tra.

Laddove non bastassero le polemiche dei residenti, gli esposti e le denunce alle forze dell’ordine, vengono in soccorso i numeri che testimoniano come la “movida” sia un fenomeno ben radicato e localizzato a San Salvario. Nel solo quadrilatero del divertimento notturno, infatti, sono bastati sette mesi per realizzare un totale di 5.522 verbali per violazioni al Codice della Strada di cui 4.192 in orario serale o notturno, che diventano 8.608 se si allarga l’orizzonte tra corso Massimo D’Azeglio, corso Vittorio Emanuele II, via Nizza e corso Marconi. A far la “media del pollo” – multa più, multa meno – sono poco più di un sesto delle sanzioni comminate in tutto il 2015, il 15% delle 55.245 elevate in campagne mirate nei quattro angoli della città. La conta è cominciata a gennaio all’interno di quella cornice che è il progetto messo in campo da Palazzo Civico dopo anni di polemiche e richieste di intervento venute dal territorio. Non ultima, l’estate scorsa, quella di un «coprifuoco» contro pusher e prostitute a partire dalle nove di sera. Qui, più che altrove, si continua a pagare a caro prezzo il fenomeno che i sociologi chiamano «gentrificazione » e che ha portato nel volgere di pochi anni ad un significativo concentramento di locali notturni, night e discoteche, affiancate da microcriminalità e spaccio.

 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo