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Gli zingari stavano cercando di comprare i terreni vicini all’area di Borgaretto

Campo nomadi al posto degli orti abusivi. Ecco il nuovo regolamento per impedirlo

L’amministrazione regolamenta l’area degli orti urbani di Borgaretto, per evitare che i nomadi acquistino appezzamenti al fine di ampliare irregolarmente il loro campo. Nel consiglio comunale di lunedì, maggioranza e opposizione dovrebbero trovarsi d’accordo sulla delibera in questione. L’obiettivo, oltre al discorso rom, è anche quello di mettere ordine in una zona in cui, nel tempo, ognuno ha gestito il proprio terreno destinato ad orto, come ha voluto.

Spiega l’assessore Alfredo Di Luca: «Non c’è mai stato un regolamento che desse direttive precise agli ortolani su come gestore il proprio terreno. Mi riferisco a come costruire il deposito degli attrezzi, le tettoie e i dehors». Il nuovo regolamento varrà comunque per tutti gli orti presenti sul territorio, non solo quelli di Borgaretto. Ma come spiega lo stesso Di Luca «le nuove norme sono state pensate soprattutto per la zona vicina al Sangone di Borgaretto. La parte est, per essere più precisi». Ossia vicino al campo nomadi.

Gli ortolani dovranno perciò adeguarsi. I ricoveri per gli attrezzi e i dehors dovranno avere una superficie proporzionata all’intera estensione del terreno che coltivano, tanto per fare un esempio, oltre al fatto che non sarà più ammessa la sosta sulle strade pubbliche di accesso agli orti. E poi, ecco i punti “anti nomadi”: «Non sono ammessi pozzi ad uso domestico, servizi igienici e deposito di roulotte, automezzi e auto private». Di Luca spiega: «Sappiamo che i rom hanno chiesto di comprare alcuni orti per poi, verosimilmente, adibirli a campo. Uno l’avevano già acquistato e siamo già andati ad ammonirli sull’uso. Il regolamento che approveremo serve anche ad evitare questi problemi».

«La delibera è frutto di un buon compromesso trovato in commissione dice Daniel Cannati, Forza Italia -, regolamentare le strutture all’interno degli orti dell’area era necessario. Grazie alle nostre istanze abbiamo fatto aumentare le dimensioni dei pergolati, delle serre ed eliminato la parte sui forni e barbecue, che originariamente dovevano essere esclusivamente mobili».

 

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