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Pensionato di 95 anni soffocato da una prugna a cena. La procura ha aperto un’inchiesta

Anziano muore in casa di riposo. La magistratura blocca il funerale

Ha ingoiato una prugna ed è morto soffocato e ora la procura ha aperto un’indagine. È successo sabato sera, durante la cena, alla casa di riposo “San Giuseppe Moscati” di via Perotti a Borgaretto. La vittima è Alfio Scarani, di 95 anni e il funerale, spiega la figlia Silvana, «al momento è bloccato, in attesa degli esiti degli accertamenti della procura».

Una tragedia che ha colpito tutti, all’interno della residenza assistenziale. Operatori e ospiti. Quando il personale socio assistenziale ha visto cosa stava capitando ha tentato in tutti i modi di far espellere il boccone al povero Alfio Scarani, applicando anche le manovre mediche di emergenza previste in questi casi di criticità estrema, ma invano. L’uomo, che soffriva già di problemi respiratori, non ha avuto scampo. Immediatamente è partita anche la chiamata al 118, ma una volta che i sanitari sono arrivati sul posto, non c’era già più nulla da fare. Hanno poi estratto il pezzo di prugna con una pinza. Lo stesso medico legale ha confermato che la morte è avvenuta per soffocamento.

La figlia Silvana, nel raccontare quanto successo, ha comunque parole positive per la “San Giuseppe Moscati” e non incolpa il personale di nessuna disattenzione: «È una cosa che poteva capitare anche se ci fossi stata io presente. Purtroppo mio padre soffriva di problemi respiratori, di notte era necessario mettergli l’oss igeno. Non si tratta di un episodio di malasanità a parere mio. Gli operatori che lavorano lì dentro hanno sempre preso a cuore mio padre. Lo trattavano bene e si poteva andare a fare visita senza problemi, ogni volta che si voleva. Era così per me e anche per gli altri ospiti della residenza ». Come mai quindi l’interesse della procura? «Presumo che le relazioni del medico legale vengano trasmesse lì come prassi racconta la donna -. Ora come ora, l’unica cosa certa è che non possiamo organizzare l’ultimo saluto a mio padre, finchè non ci sarà il via libera dei magistrati. Credo comunque che si sia trattato di una fatalità».

Ieri all’interno della residenza, inaugurata solamente nel settembre 2012, è stata una giornata di lavoro come tutte le altre, con i vertici della residenza impegnati in una riunione fiume che ha impedito di poter dare la loro versione dei fatti. Che verosimilmente ricalcherà quanto esposto dalla figlia del pensionato, la quale ha voluto escludere che si possano ravvisare responsabilità da parte del personale della residenza per anziani. In ogni caso, l’ultima parola arriverà dopo l’autopsia e gli altri accertamenti previsti dalla magistratura.

 

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