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Marilina Succo nel mirino di uno stalker, indaga la polizia postale

IDENTITA’ CLONATA Castellamonte, invia messaggi osè su Facebook con il falso profilo della modella

Castellamonte. Apre il più popolare dei social network, Facebook, e si ritrova la chat invasa da commenti e risposte spinte. L’interessata, però, non ne sa niente, perché a scatenare le repliche “hot” ed offensive non sono stati messaggi “osè” inviati dal suo profilo autentico, ma da un altro, costruito ad hoc sfruttando le sue generalità e, addirittura, le sue foto. Protagonista, suo malgrado, di questa spiacevole vicenda è la modella e attrice, Marilina Succo. La brava e determinata ventenne originaria di Castellamonte è finita nel mirino di uno stalker “telematico”. Un caso di identità web “clonata” e usata in modo indebito che sta creando non pochi problemi alla ragazza, che, dopo essersi diplomata al liceo artistico Felice Faccio, sta studiando e lavorando con impegno e passione per guadagnarsi il diritto di cittadinanza nel difficile mondo dello spettacolo.
L’ignoto molestatore cibernetico ha sfruttato la grande popolarità della fotomodella, molto conosciuta per aver raggiunto le pre-finali di Miss Italia qualche anno fa e per aver
 partecipato con successo di recente al programma televisivo “Take me out”, e ha chiesto l’amicizia a molte persone per poi mandare loro, in privato, svariati messaggi dal contenuto volgare. A stretto giro di posta anche nel profilo vero della giovane sono arrivate numerose risposte del medesimo tenore.
Per rimediare a questa spiacevole situazione la
 ventenne canavesana ha scritto un avviso sulla propria bacheca virtuale, spiegando quanto sta succedendo e chiedendo a tutti di segnalare il profilo “fasullo” a Facebook. «Non so se si tratti di un uomo o di una donna. So solo che crea profili falsi che non riesco a segnalare, perché dopo averli messi on line mi blocca. Quindi non posso vederli. Ogni giorno ricevo messaggi privati sulla mia pagina di persone che non conosco, contattate con frasi “pesanti” non mie. Mi sono anche rivolta ad un avvocato per capire come tutelarmi e perché voglio risalire al responsabile» chiosa Marilina Succo, che ha denunciato l’accaduto alla polizia postale di Torino.

 

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