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Luigi Cretella colleziona e ripara pezzi unici nella bottega di via Giachino

IL PERSONAGGIO. «Macchine per cucire come arte. Il mio negozio ora è un museo»

Come la maggior parte delle passioni anche quella di Luigi è nata quasi per caso. Nel lontano 1974, per l’esattezza, quando la ditta Cretella comincia a operare nel campo della confezione e della fornitura di macchine da cucire. Luigi, ex riparatore di elettrodomestici ed elettricista, riceve la sua prima macchina più di trent’anni fa. L‘amore scatta quasi subito e dopo aver aperto un negozio in via Giachino 52/D, l’uomo comincia a collezionare sulle sue mensole, da lui stesso costruite, una lunga serie di macchine da cucire, provenienti da ogni parte d’Europa. Soprattutto da Inghilterra, Germania, Olanda e Francia. Acquistate nei mercatini, prima, e tramite e-bay dopo. E trasformando un piccolo locale in una sorta di museo. Oggi ne ha circa 250, la maggior parte esposte tra gli scaffali. Nere come il carbone, di tutti i modelli e delle migliori case costruttrici: Juki, Pfaff, Necchi, Rimoldi, Brother, Singer, Durkopp Adler e Bernina.

«L’amore per il mio lavoro – spiega Luigi -, mi ha portato ad aprire un negozio e a curare, nei minimi dettagli, le mie macchine da cucire ». Quelle che Cretella non colleziona le vende e le ripara. Offrendo ai suoi clienti cucitrici per uso industriale e domestico, mettendo a disposizione ricambi di tutte le marche e trattando anche la vendita e la riparazione di pezzi d’epoca. Nel suo negozio-museo Cretella conserva macchine da cucire per bambini e una riproduzione in onore della regina Margherita, restaurata a Napoli e dipinta a mano. Una delle più vecchie acquistate da Luigi risale al 1850, la più antica made in Italy è del 1924. «E per me – spiega l’uo mo, aiutato nel suo lavoro dalla figlia Silvia -, hanno tutte un valore simbolico fondamentale».

 

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