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Dopo i pusher, ora l’area è piena di materassi e letti di fortuna

Nel giardino Madre Teresa un campeggio per disperati

I materassi non mancano di certo, nemmeno lo spazio per sistemarsi. Magari all’ombra di qualche albero, per riposare meglio. I giardini intitolati lo scorso settembre alla memoria di Madre Teresa di Calcutta assomigliano sempre più ad un campeggio per disperati. Forse non proprio il risultato che il Premio Nobel per la Pace avrebbe sperato. In corso Vercelli, davanti alla sede della circoscrizione Sette, il numero di occupanti è aumentato a vista d’occhio nelle ultime settimane. Uomini, ma anche ragazzini, passano le giornate in quei giardini tenuti sott’occhio dai residenti per l’annosa questione legata allo spaccio di droga.

I materassi vengono posati contro le ringhiere di giorno, poi di sera ognuno riprende la sua postazione. Ci sono i romeni che fino a poche settimane fa vivevano sotto i portici di corso Emilia, poi chiusi per il via dei lavori di riqualificazione, e ci sono alcuni nordafricani e nomadi che si sono guadagnati uno spazietto senza dar troppo nell’occhio. Preferendo un’area all’aperto ai locali impolverati e abbandonati delle Grandi Motori. I più sventurati dormonosopra uno scomodo cartone, i più fortunati su un maneggevole materasso. Magari con annessa coperta al seguito. E poi c’è anche chi cerca riposo su una panchina. «Non bastavano i pusher scuote la testa un passante -. Qui dentro (nel giardino) si trova di tutto. Per due settimane abbiamo persino avuto gli zingari».

Realtà di certo non sconosciute alla circoscrizione Sette che nel corsodell’ultimo comitato Sicurezza ha nuovamente fatto il punto della situazione con le forze dell’ordine. «Il giardino Madre Teresa è un punto critico – ammette il presidente Luca Deri -. Proprio per questo abbiamo appena chiesto maggiori controlli per due aree del nostro territorio: tutta la zona davanti alla scuola Holden e al Sermig e il perimetro dei giardini, ex Gft».

 

 

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