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Cronaca

Triplice attentato terroristico in India: 18 morti e 131 feriti. Ancora nessuna pista sicura

E’ di 18 morti e 131 feriti, di cui 23 in condizioni gravi, il bilancio ufficiale del triplice attentato che ieri ha scosso Mumbai, la metropoli del sud dell’India. Lo ha riferito il ministro dell’Interno indiano, Palaniappan Chidambaram, nel corso di una conferenza stampa.

 

Il ministro ha precisato che tutti i feriti sono stati trasferiti in ospedale e che i siti dove sono esplosi gli ordigni sono stati transennati per agevolare le indagini degli agenti di polizia. “E’ stato usato nitrato d’ammonio con un timer” ha quindi aggiunto Chidambaram riferendosi al tipo di bombe utilizzate. “Il fatto che siano esplose a pochi minuti l’una dall’altra – ha sottolineato – dimostra che si è trattato di un attentato terroristico coordinato”.

I tre ordigni sono esplosi nel centro di Mumbai. Le esplosioni hanno interessato il Zaveri Babar, il noto mercato dei gioiellieri, l’Opera House, il quartiere del lusso e la zona di Dadar, a nord.

 

Fonti dell’intelligence indiana hanno indicato, subito dopo l’attacco, che potrebbe essere coinvolto il gruppo islamico fuorilegge degli ‘Indian Mujahiddin’, affiliato ai militanti pakistani di Lashkar-e-Taiba e al quale sono stati attribuiti vari altri attentati nel Paese.

 

Ad ogni modo, ancora non ci sono piste che possano far risalire ai responsabili, ha dichiarato il ministro dell’Interno: “Tutti i gruppi che hanno la capacità di compiere quegli attacchi terroristici sono sospetti. In questa fase non puntiamo il dito contro questo o quel gruppo”. Il ministro ha poi respinto le accuse su presunti errori dell’intelligence, spiegando che non vi era nessun allarme sul rischio di un attacco imminente a Mumbai.

 

 

 

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