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Piemonte, alle cosche piace il gioco d’azzardo. Affari per 15 miliardi

 Il gioco (legale e illega­le), comprese le scommes­se su eventi sportivi, con­siderati i rischi giudiziari limitati e l’ingente giro d’affari, è diventato la nuo­va frontiera della crimina­lità organizzata. È questa la conclusione cui è giunta la commissione Antimafia nella relazione sul feno­meno delle infiltrazioni mafiose nel gioco lecito ed illecito. «’Ndrangheta, ca­morra, Cosa Nostra, crimi­nalità pugliese e criminali­tà sarda – ha detto il relato­re, il senatore Idv Luigi Li Gotti – sono tutte coinvolte attraverso il corollario di reati che si affiancano al settore: non c’è regione d’Italia che sia immune dal fenomeno. E ad aggravare il problema c’è l’offerta va­stissima via Internet, che sfugge praticamente ad ogni tipo di controllo».
Il Piemonte, naturalmente, non ne è esente, anzi, la regione si piazza ai primi posti, tra quelle scelte dal­le mafie, come luogo dove avviare e sviluppare attivi­tà, apparentemente legali, ma che ne innescano altre, criminali, come il riciclag­gio, l’usura, l’estorsione e la ricettazione. Lo spacca­to dell’Antimafia (una re­lazione di 94 pagine) con­ferma, di fatto, gli scenari emersi dall’op erazi one “Minotauro”.

 

Tutti i particolari su CronacaQui in edicola il 14 luglio

 

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