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Torino, al via il restyling dell’ospedale San Giovanni Bosco (foto)

Un nastro di acciaio e vetro che si distende orizzontalmente e confluisce in una svettante torre ascensori: così apparirà la facciata dell’Ospedale San Giovanni Bosco tra due anni. Sono infatti incominciate, con l’apertura del cantiere, le operazioni di adeguamento e recupero funzionale del presidio ospedaliero che il 28 ottobre compirà cinquant’anni.

L’intervento prevede innanzitutto la riorganizzazione e l’ampliamento dell’ingresso principale dell’ospedale, con la costruzione di un nuovo volume che unificherà gli spazi attuali con l’area del vecchio pronto soccorso, dove verranno collocate le funzioni di maggior interfaccia con l’utenza esterna: Portineria/informazioni -Control-room -Bar / Edicola -Sala riunioni – Luoghi per il culto- Ufficio cartelle cliniche – Punto attesa bambini – Punto giallo.

In aggiunta agli ascensori e ai montalettighe attualmente esistenti, verranno edificate due torri ascensori esterne di nove piani: la prima insisterà sulla facciata principale, in continuità funzionale ed estetica con il nuovo corpo d’ingresso e riporterà la nuova insegna con la denominazione del presidio; la seconda verrà collocata sul retro: “Si tratta di elementi esterni verticali importanti, rivestiti in acciaio, dal forte impatto scenico – spiega l’Architetto Remo Viberti, Direttore del Servizio Tecnico Area Est ASL TO2 e responsabile unico del procedimento e dei lavori- con i quali si intende supplire all’attuale grave carenza di collegamenti verticali, tipica degli ospedali poliblocco pluripiano. Entrambe le torri sono dotate di due impianti elevatori montalettighe con caratteristiche antincendio”.

Nel cortile del presidio parallelo alle vie Mercadante e Pergolesi verrà costruito un nuovo volume seminterrato, con rampa carrabile di collegamento, che ospiterà la nuova centrale termica, dotata di spazi per ospitare in futuro due cogeneratori previsti per ridurre i consumi energetici, e i depositi generali.”Le scelte progettuali sono state improntate al mimetismo del nuovo corpo di fabbrica -precisa Viberti- contenendone la fuoriuscita dal filo del terreno ed impostando una copertura a tetto verde piantumato pensile. Le caratteristiche del progetto si ripropongono ancor più rimarcate nelle canne fumarie della nuova centrale, alte trenta metri e raccolte in una stele verticale con caratteristiche del tutto simili alle torri ascensori. La tipologia a torre caratterizzerà anche le opere di prevenzione incendi, con la scala di sicurezza inserita in un elemento che riprende i criteri progettuali dei nuovi volumi esterni”.

Gli spazi già esistenti e rimasti liberi con il trasferimento delle attività nella piastra di servizi ad alta tecnologia verranno riutilizzati per la realizzazione di nuovi reparti:
-piano seminterrato: servizio di Anatomia Patologica con laboratori
-primo piano: unità di Endoscopia Digestiva (Gastroscopia)
-secondo piano: gruppo di sale operatorie
-terzo piano reparto di Day Hospital Oncologico ed interpiano tecnico per la collocazione dell’unità di trattamento aria del sottostante -blocco operatorio e della Endoscopia Digestiva.

“Sono molto soddisfatto che i fondi stanziati dal Ministero e dalla Regione abbiano trovato concreta realizzazione -commenta il Dott. Giacomo Manuguerra, Commissario ASL TO2- a questi contribuiremo con un finanziamento diretto, che è un grosso sforzo per l’azienda, ma che rappresenta un ulteriore tassello della rifunzionalizzazione del presidio, nell’ottica di un sempre crescente benessere per pazienti e operatori, anche in considerazione del futuro ruolo di riferimento previsto dal Piano di Riorganizzazione Sanitaria Regionale per il Presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco”.

“Realizziamo questi adeguamenti senza interruzione alcuna delle attività – conclude la Dott.ssa Marilena Avanzato, Direttore del Presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco- ma solo riorganizzandole e ridistribuendole. Ciò richiede un grande impegno, per il quale sappiamo di poter contare sulla collaborazione di tutto il personale per limitare al massimo gli inconvenienti legati alla presenza dei cantieri in prossimità delle aree di cura”.

 

 

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