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Cronaca

«Manovra approvata entro venerdì». In bilico il super bollo sui titoli di Stato

 Bisogna salvare la Borsa dagli speculatori. Bisogna dare un segnale forte all’Eu ­ropa. E così il decreto legge sulla manovra economica, presentato dal Governo Ber­lusconi la scorsa settimana, dovrebbe essere approvato già venerdì sera. Come un fulmine. L’opposizione lo ha promesso ieri, anticipan­do che alla Camera presente­rà pochi emendamenti, pur non condividendo i conte­nuti del documento. «Fare­mo in modo che la manovra venga approvata entro la fi­ne della settimana, prima dell’apertura dei mercati lu­nedì prossimo», assicura il capogruppo del Pd Dario Franceschini, dopo la riu­nione dei capogruppo di mi­noranza a Montecitorio.
Entro domani, in tarda mat­tina, il decreto sarà licenzia­to dal Senato, per approdare subito dopo alla commissio­ne Bilancio della Camera. Tra le modifiche, dovrebbe rientrare anche il super bol­lo sui titoli di Stato, che, così come è stato previsto, dan­neggia le fasce più basse di risparmiatori. L’ob ietti vo, invece, è quello di pesare di più sulle spalle dei ricchi, anche dopo le perplessità espresse dai tecnici del ser­vizio Bilancio del Senato, che temono la fuga dai tito­li.

Il dossier stilato a Palazzo Madama ricorda innanzitut­to che da questa misura il Tesoro si attende un incre­mento di gettito per gli anni 2011 e 2012 pari a 892 milio­ni di euro e a decorrere da ll’anno 2013 un incre­mento di gettito di circa 2.400 milioni. E qui iniziano le critiche: « La relazione tecnica – scrive il Servizio Bilancio – non risulta verifi­cabile, in quanto non vengo­no forniti dati circa l’attuale gettito derivante dall’impo ­sta di bollo gravante sui do­cumenti in questione, non viene indicata la distribu­zione per valore dei conti titoli detenuti, che risulta ri­levante con riferimento agli anni a decorrere dal 2013, in cui l’imposta di bollo sarà applicata in misura diffe­rente a seconda dell’a m­montare dei titoli depositati da ciascun titolare».

I tecnici del Senato chiedo­no quindi «chiarimenti da parte del Governo». «Un’ul ­teriore osservazione – prose­gue la relazione – riguarda la possibile contrazione del numero e dell’entità dei conti titoli detenuti dagli in­vestitori per effetto dell’au ­mento della misura dell’im ­posta di bollo in questione; va infatti valutato un effetto di sostituzione che potrebbe dirigere una quota del ri­sparmio attualmente inve­stito nei titoli depositati nei conti in questione verso altri impieghi non colpiti dall’inasprimento fiscale (ad esempio, fondi gestiti o risparmio postale). Poich, tale aspetto non risulta esse­re stato preso in considera­zione nella stima, occorre valutare se ciò possa deter­minare effetti in termini di diminuzione del maggior gettito stimato in relazione tecnica».

«Un ulteriore aspetto – con­cludono i tecnici del Senato – riguarda gli effetti di medio periodo in termini di dimi­nuzione della propensione ad acquistare titoli del debi­to pubblico, con possibili ef­fetti negativi in ordine alla copertura del fabbisogno fi­nanziario pubblico».

 

 

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