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Cronaca

Orrore a Vibo Valentia: botte su bambino disabile. In manette quattro maestre d’asilo

Sono finite in manette con l’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di un bambino disabile di 5 anni. Quattro maestre d’asilo di Vibo Valentia sono state arrestate dai carabinieri dopo mesi di indagini. Secondo quanto emerso il bambino è stato ripetutamente picchiato, anche più volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione. Le indagini si sono basate su videoriprese in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino. Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, è stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino.

Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, è stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente. I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all’interno dell’asilo dopo avere installato nell’istituto alcune telecamere.

Il sindaco: “Sono sconcertato, siamo vicini alla famiglia”
“Sono sconcertato e rattristato per questa dolorosissima vicenda che vede coinvolto un bambino, alla cui famiglia in questo momento va la mia vicinanza, e, quindi, l’infanzia, ovvero la parte più esposta alle insidie del mondo”. E’ quanto afferma il sindaco di Mileto, Vincenzo Varone in una dichiarazione sulla vicenda dei presunti maltrattamenti ai danni di un bambino disabile di cinque anni. “Da qui l’esigenza – prosegue Varone – che le istituzioni facciano fronte comune per la tutela dei minori da qualsiasi forma di abuso e di prevaricazione. Ma prima di esprimere giudizi affrettati penso che sia necessario conoscere bene i fatti. Inoltre credo sia giusto, prima di criminalizzare chicchessia, attendere fiduciosi l’iter della giustizia”.

 

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