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Spettacolo

Cesare Cremonini fra il set e il palco: “Fra i miei ammiratori il leader degli Oasis”

«La musica è mia moglie. Il cinema al massimo un’amante». Alla vigilia del concerto di domenica alla Villa Reale di Monza (ore 21; ingresso 25 euro; infoline 039/323222) Cesare Cremo­nini mette in ordine le sue passioni artistiche: il ruolo da protagonista nel film “Il cuore delle ragazze” del regi­sta Pupi Avati, nei cinema a novem­bre, apre nuovi orizzonti, ma sempre con la musica in primo piano.
«Mi auguro che questa pellicola con Avati sia l’inizio di una carriera paral­lela nel cinema, ma attendo il giudi­zio degli spettatori».
Ha già recitato nel ’98 nel film “Un amore perfetto” di Valerio Andrei, ma questa esperienza è stata sicura­mente più emozionante.
«Pupi Avati è come un cielo stellato. È uno degli ultimi Maestri del cine­ma. Lavorare con lui è una vacanza dell’anima: mi ha arricchito e nutrito. Sul set mi ha chiesto la cosa che mi riesce meglio: essere me stesso e non enfatizzare alcuna scena».
Qual è il suo ruolo?
«Sono il nonno di Avati, che s’inna ­mora di una ragazza interpretata da Micaela Ramazzotti. Il film narra la storia vera di un uomo analfabeta e povero, che le tenta tutte per conqui­stare la donna di cui è innamorato. Tutto questo l’ho scoperto dopo aver accettato l’invito di Pupi senza neppure leggere il copione».
Il “Summer Festi­val 2011”, che do­menica fa tappa alla Villa Reale di Monza, è una delle 10 anteprime live del suo tour ri­mandato al 2012 proprio per l’im- pegno sul set di Pupi Avati.
«È un’autobiografia live multiforme e multicolore. Io cerco sempre di rin­novarmi: l’artista deve esporsi; deve essere estroverso; deve rincorrere il pubblico, perché tutta l’arte, dalla musica al cinema, oggi non è più al centro della vita delle persone, che hanno problemi più urgenti a cui pensare. In questo contesto, un con­certo è un’occasione rara e preziosa per sfoggiare 12 anni di musica: c’è tanta energia rock e momenti inti­mi ».
Per un cantautore come lei, che contamina armoniosamente il brit-pop con la musica classica, sarà stata un’emozione particolare esibirsi all’Heineken Jammin’ Fe­ stival di Venezia assieme ai Col­dplay e ai Beady Eye di Liam Gal­l agher.
«Nel 1985 ero davanti alla tv a vedere i Queen di Freddie Mercury, il mio gruppo preferito, cantare al Live Aid. Sognavo di partecipare anche io a un festival importante, e finalmente il sogno si è avverato. Amo i festival perché il pubblico è esperto di musi­ca e ha la possibilità di conoscere altri artisti oltre a quelli per cui ha pagato il biglietto. Entrare in contatto con i Coldplay e i Beady Eye mi ha dato grande gioia e forza. È un periodo di incontri importanti, compreso quello con Jovanotti nel duetto del singolo “Mondo” per il mio greatest hits».
A Venezia c’è stato un incontro ravvicinato con l’ex Oasis Liam Gallagher.
«È uno dei miti della mia adolescenza. Ci siamo incrociati nei camerini e mi ha sor­preso venire a sapere che Liam aveva chie­sto informazioni su di me. Ci eravamo già incrociati anni fa du­rante “Trl” a Mtv e gli avevo regalato il mio album “Il primo bacio sulla luna”: mi ha detto che l’ha ascoltato con atten­zione e l’ha molto apprezzato».
C’è ancora spazio per i Lùnapop nel suo concerto?
«In scaletta ci sono “50 Special”, “Un giorno migliore” e “Qualcosa di gran­de”, che ormai vanno oltre gli esordi con i Lùnapop, perché sono entrate nell’immaginario collettivo. Faccio anche “Amami (Quando è il momen­to)” e “La ricetta (per curare un uomo solo)”, che non ho mai eseguito dal vivo. E per la prima volta canto una cover: “She Belongs To Me” di Bob Dylan, che considero l’Omero dei cantautori. Dylan è uno dei miei fari assieme a Giorgio Gaber e Jovanot­ti ».
Per il concerto di Monza ha in mente un omaggio a Gaber?
«Non è previsto, ma è una bella idea… ci penserò».

 

 

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