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Cronaca

Vuoi giustizia? Paga. Arriva il listino prezzi dei processi civili

 Trentasette è l’articolo. E trentasette, d’ora in avanti, è la cifra minima per chiedere giustizia in un processo civile. Tutti i processi civili. Lo stabi­lisce il decreto legge sulla ma­novra da 25 miliardi e rotti, presentata dal ministro delle Finanze Giulio Tremonti e fir­mata mercoledì del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Una parte di questi soldi, 308 mi­lioni, sarà tolta dalle tasche dei cittadini che aprono una causa civile.
L’assurdo è che più si alza il valore del processo – e quindi, in teoria, maggiore è l’ingiu ­stizia subita da chi deposita il ricorso – e più lievita la cifra da versare preventivamente allo Stato, il cosiddetto contributo unificato, che già esiste, ma che finora aveva riguardato solo determinate cause e man­tenuto prezzi più contenuti.
IL “LISTINO”
La cifra maggiore, 54 milioni, arriverà dalle cause di lavoro, 49 dalle cause previdenziali, 23 e mezzo dalle separazioni, 14 dai divorzi. Giusto per semplificare la vita a chi ha già i suoi, di problemi.
In linea di massima, si paghe­rà 37 euro per i processi di valore fino a 1.100 euro e per le controversie di previdenza e assistenza obbligatorie; 85 euro (prima erano 77) per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 e per i quelli di volontaria giurisdi­zione; 206 euro (da 187) per i processi tra i 5.200 e i 26mila euro e per i contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giu­dice di pace; 450 euro (da 374) per i processi tra i 26mila e i 52mila euro e per le cause civili e amministrative di va­lore indeterminabile; 660 eu­ro per i processi tra i 52mila e i 260mila euro; 1.056 (da 880) per i processi tra i 260mila e i 520mila; 1.466 (da 1.221), in­fine, per i processi sopra i 520mila euro.

L’articolo di Maddalena Berbenni su CronacaQui in edicola l’8 luglio

 

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