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Leader No Tav: “Ci siamo solo difesi. E non ce ne andiamo: sarà come in Grecia”

 Doveva essere la giornata della quiete dopo la tempesta, di una pausa di riflessione dopo la batta­glia di domenica. E invece anche ieri in Valle la tensione è tornata a salire, tra un camper dei No Tav andato a fuoco e un giornalista aggredito.
I primi ad urlare all’aggressione sono stati i movi­menti quando, intorno alle 14, un loro camper parcheggiato sotto il viadotto dell’A32, non lontano dalla baita del presidio della Maddalena, è misterio­samente andato a fuoco e poi esploso. Poco dopo un altro incendio ha interessato delle sterpaglie poco lontano. Francesco Richetto, esponente dei No Tav, durante la conferenza stampa convocata ieri a Chio­monte ha lanciato accuse molto precise. «L’hanno incendiato gli operai dell’Italcoge (la ditta che sta lavorando alla Maddalena, ndr), protetti dalla poli­zia ». Sulla vicenda sta indagando la Digos: gli inve­stigatori hanno pochi dubbi sull’origine dolosa del rogo, molti di più su chi l’abbia davvero appicato. Le accuse sono comunque state respinte da Ferdinan­do Lazzaro, uno dei titolari dell’Italcoge: «Quando i lavoratori escono dal cantiere – spiega – sono scortati e controllati a vista dalle forze di polizia. Figuriamo­ci se avrebbero potuto allontanarsi e incendiare un camper. Né loro né la nostra azienda avrebbero alcun interesse a compiere un atto del genere».

 

L’articolo di Claudio Neve su CronacaQui in edicola il 5 luglio

 

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