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Il Borghese

I nobili sederi della Casta

Pagano come al solito Pautasso, Caruso, Brambilla. Solo loro. Regione che vai, fesso che trovi. Anche questa volta la manovra finanziaria chiesta dall’Unione Europea e, pare, unica medicina per sanare i conti pubblici e non farci fare la fine della Grecia, ricade sui poveri cristiani. Lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, imprenditori. E pure casalinghe (sono loro a gestire il budget famigliare) e pensionati. Ma la Casta no, su quella la scure di Tremonti si è fermata, bloccata dalle mani possenti dei presidenti di Camera e Senato. Schifani e Fini, per una volta, tornano amici, sodali, uniti. E innalzano la barricata. Chi bazzica i palazzi romani l’ha già scritto ieri: il Consiglio dei Ministri che pure aveva deliberato di gran carriera una cura dimagrante di 47 miliardi, quando è arrivato al capitoletto delle auto blu, si è bloccato. Telefonate, pizzini provenienti dai corridoi, bisbigli a mezza bocca. Gli onorevoli e i senatori sono sugli scudi, invocano questioni di prerogative istituzionali, autonomie finanziarie, cavilli formali. Ma come si permette quel Tremonti lì di toglierci il berlinone, ridurre i voli, ritoccare i finanziamenti ai partiti. E poi addirittura tagliare gli emolumenti (parola nobilissima per mascherare la volgarità dello stipendio destinato ai semplici salariati) e toglierci un primato che tutti i parlamentari europei ci invidiano? E no, una cosa è parlare del fondoschiena degli italiani, un’altra di quello, nobilissimo, dei nostri pari del regno (pardon, c’è la Repubblica), dei loro portaborse e dei loro privilegi. Così i ministri si fermano, ascoltano e, udite udite, abbozzano. Cioè accettano di lasciare tutto com’è.

Se di tagli si parlerà, sarà tra due anni, cioè nella prossima legislatura, comandi chiunque. Già perché, al di là delle solite urla di Bersani & C. la sommossa parlamentare è stata bipartisan, come bipartisan – più o meno – è la strategia adottata dal governo per alleggerirci il portafoglio. Per gli increduli e per quelli abituati a dare sempre la colpa solo a Berlusconi, basterebbe dare un’occhiata alla mozione che il Pd ha presentato nel dicembre scorso. Tornando ai nobili sederi e alle loro prerogative, per non rovinarvi la domenica all’idea che il vostro onorevole di fiducia sia costretto a viaggiare in utilitaria o, peggio, su un treno regionale, intendiamo rassicurarvi: prima di ridurre le cilindrate, o di contingentare il numero dei voli (compari al seguito compresi) bisognerà rottamare il vecchio parco auto. Avete presente quelle Audi 8 cilindri, le Bmw grosse come furgoni e le Maserati? Bene, per non sprecare i soldi degli italiani, bisogna ammortizzare l’investimento. Insomma si continuerà ad usarle. Invece Pautasso, Caruso e Brambilla la scure ce l’hanno già in mezzo agli occhi. A cominciare proprio dall’auto: puniti dal bollo, dalle accise sulla benzina e dagli stupidi limiti di velocità. Incredibile, direte voi. Assurdo e offensivo, dico io.

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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