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No Tav, violenti scontri in Val Susa: black bloc in azione. Feriti 188 agenti (guarda il video)

Giornata di grande tensione in Valle di Susa dove migliaia di persone si sono radunate per protestare contro la Tav. Attorno al cantiere di Chiomonte, dove nelle prossime settimane si comincer√† a scavare il tunnel esplorativo della nuova ferrovia Torino-Lione si sono susseguiti scontri violenti violenti. I black bloc sono entrati in azione, come si temeva alla vigilia, per tentare di entrare nel cantiere della Maddalena di Chiomonte: il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine √® molto alto: 188. Ferito anche un dipendente del cantiere e molti No Tav – qualche decina – il numero √® ancora imprecisato.
Quattro manifestanti sono stati arrestati e un altro denunciato a piede libero. Ma c’√® stata anche una parte pacifica della manifestazione, sottolineavano in serata – a scontri ormai finiti – sindaci e molti No Tav della Valle di Susa. Le dichiarazioni di Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav, non smorzano per√≤ la tensione: ”Le violenze le ha commesse chi ha sparato i lacrimogeni ad altezza d’uomo”.

Contro le forze dell’ordine schierate a difesa dell’area recintata nei giorni scorsi, dopo lo sgombero avvenuto luned√¨, sono state lanciate grosse pietre, bastoni, petardi e altri pericolosi oggetti, come i martelletti usati sui mezzi pubblici per rompere i vetri in caso di pericolo.
188 i feriti tra carabinieri (37), poliziotti (130 del reparto mobile, un dirigente, cinque funzionari) e finanzieri (15), alcuni in modo abbastanza grave. Tra i No Tav fare il conteggio dei feriti √® invece difficile se non impossibile: uno √® stato portato al Cto di Torino, sei hanno avuto bisogno del trasporto in ambulanza, un’altra quindicina √® stata medicata direttamente alla baita del presidio No Tav.
Uno studente veneziano di 19 anni √® ricoverato all’ospedale di Susa con un ”politrauma toracico e addominale”: sarebbe stato colpito da un candelotto lacrimogeno da distanza ravvicinata. Per la Questura i manifestanti in totale sono stati 6.000, per i No Tav dieci volte tanto; ”siamo oltre 50 mila”, avevano detto trionfalmente questa mattina quando la situazione era ancora abbastanza tranquilla. I lavori al cantiere sono stati fermati, ma riprenderanno domani; chiusa anche l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, mentre sulle statali si sono formate lunghissime code. In serata sono state riaperte l’A32 e la statale 24. Tra i manifestanti molti erano quelli arrivati da fuori, da molte regioni italiane e anche dall’estero (parlavano inglese), da Francia, Germania, Spagna. Tra di loro si annidavano i professionisti dello scontro violento. E sono quelli che hanno trasformato i boschi subito sopra il piazzale della Maddalena in un campo di battaglia.
Lo scontro √® stato violento e lo si avvertito anche a chilometri di distanza, sentendo le esplosioni della bombe carta lanciate dai manifestanti pi√Ļ violenti e le scie dei lacrimogeni sparati dalle forze dell’ordine per allontanare gli aggressori tra i boschi di Ramats.

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