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Il piccolo Luis morto al Regina Margherita per una bolla d’aria

La formazione di una bolla d’aria nel circuito che, ad alta pressione, fornisce l’ossigeno ai macchinari che tengono in vita i piccoli pazienti ricoverati al Regina Margherita: potrebbe essere questa l’origine del guasto che due giorni fa, all’infantile di Torino, ha provocato la morte del piccolo Luis Espinoza, il bambino venezuelano di nove anni gravemente ma­lato e in cura da qualche tempo presso la struttura ospedaliera di piazza Polonia. È una delle ipotesi che – come trapela da ambienti investigativi – hanno formulato gli ispettori che si occupano della vicen­da.
Quel che è certo, al momento, è che il procuratore Raffaele Guariniello, il magistrato che sull’episodio ha aperto un fascicolo d’indagine per i reati di omicidio e disastro colposo, esclude che vi siano state colpe mediche. L’ipotesi che viene seguita, infatti, è quella della cosiddetta “causa tecnica”. L’attenzione degli inquirenti, nelle ultime ore, si sarebbe concentrata sui lavori di manutenzione eseguiti all’interno della struttura, e in particolare sulla nuova centrale di distribuzione dei gas a uso medico. Gli approfondimenti sono stati affidati a uno specialista del Politecnico. Al momento, non vi sarebbero indagati. Questa mattina, intanto, verrà disposta l’autopsia sul corpicino del bimbo.

 

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