img_big
Cronaca

Delitto di Perugia: “Il dna sull’arma del delitto? Potrebbe non essere di Meredith”

Svolta shock nelle indagini sulla morte di Meredith Kercher: secondo i periti genetico-forensi nominati dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia nel processo contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito la traccia di dna sul coltello ritenuto l’arma del delitto non è sicuro che sia della studentessa inglese: “Non si può escludere che i risultati ottenuti possano derivare da fenomeni di contaminazione ambientale e/o di contaminazione verificatasi in una qualunque fase della repertazione e/o manipolazione” del reperto: così i periti nella parte di perizia generica relativa al gancetto di reggiseno indossato da Meredith Kercher quando venne uccisa.

Relativamente al reperto 165 b gancetto di reggiseno, i periti ritengono che gli accertamenti tecnici “non siano attendibili” perché “non sussistono elementi scientificamente probanti la presenza di presunte cellule di sfaldamento sul reperto”. “Vi è stata – si legge ancora nella perizia – una erronea interpretazione del tracciato elettroforetico degli Strsautosonici; vi è stata una erronea interpretazione del tracciato elettroforetico relativo al cromosoma Y”.

Sottolineano che “non sono state seguite le procedure internazionali di sopralluogo e di protocollo internazionali di raccolta e campionamento del reperto” i periti della Corte d’assise d’appello di Perugia incaricati di esaminare le tracce di dna sul coltello considerato dall’accusa l’arma del delitto e sul gancetto di reggiseno indossato da Meredith Kercher quando venne uccisa. Lo si legge nelle conclusioni dell’elaborato depositato oggi nell’ambito del processo d’appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox che stanno scontando 25 e 26 anni di reclusione per il delitto al quale si proclamano comunque estranei.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo