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Rivoli, aggredito a 16 anni. I calci dei coetanei gli sfondano la milza

«Spero che mio figlio guarisca e si riprenda completamente. E poi c’è una se­conda cosa che vorrei: chi l’ha ridotto così deve finire in prigione». Da venerdì scorso Paolo G. è al capezzale del figlio sedicenne, ricoverato all’ospedale di Rivoli dove è stato sottoposto a due delicati interventi chirurgi­ci: «Ad Alberto è stata asportata la milza ­racconta il padre -, ha un polmone lesionato, senza contare il setto nasale frantumato, e poi l’occhio nero e altri segni del pestag­gio ».
Picchiato in maniera bestiale davanti agli occhi di tre coetanei da un gruppo di sette­otto ragazzi: «Giovani che mio figlio e i suoi amici non conoscono».
L’antefatto risale al mese scorso quando Al­berto fu minacciato dalla stesa gang: «Non farti più vedere a Rivoli», gli fu detto dopo che aveva tentato di prendere le difese di una ragazzina che era con lui e che era stata importunata. Ma la cosa sembrava finita lì, invece: «Venerdì sera – racconta il papà ­Alberto si è recato a Rivoli, lui abita a Torino, in compagnia di una sua amica di 16 anni e di un altro coetaneo per incentrare la secon­da ragazzina perché tutti insieme sarebbero andati a vedere i fuochi di San Giovanni».

 
L’articolo di Marco Bardesono su CronacaQui in edicola il 28 giugno

 

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