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Animali Rubriche

Giocando impara: con CronacaQui in edicola il libro “Come divertire il tuo cane”

Da oggi in edicola con CronacaQui, al prezzo straordinario di euro 7,90, più il costo del quoti­diano, “Come divertire il tuo cane” di Mary Ray e Justine Harding, un libro fondamen­tale per chi ha scelto di vivere con l’amico a quattro zampe più fedele dell’uomo.
IL GIOCO
Il gioco per il cane costituisce un’attività fondamentale sia nelle prime fasi di sviluppo che nell’età adulta. Attraver­so il gioco il cane non solo svolge un’attività piacevole e automotivante ma al contem­po migliora le sue capacità di adattamento ai nuovi am­bienti e la socializzazione sia verso altri cani sia verso l’uo ­mo e altri animali.
Il gioco quindi svolge la fun­zione di apprendimento, di­vertimento, coesione sociale, adattamento, incentivazione e motivazione, consente la definizione di ruoli e status sociali ed è infine una fonda­mentale valvola di sfogo.
Il gioco è anche un modo di gestire le esigenze comporta­mentali degli animali, sia adulti che cuccioli, a partire dal loro bisogno di esercizio fisico e di stimolazione men­tale fino ad arrivare a contri­buire, attraverso la gestione delle interazioni giocose, al controllo di alcuni aspetti problematici dal punto di vi­sta comportamentale.
LA CUCCIOLATA
Nel cucciolo la propensione al gioco compare già intorno alla terza settimana di vita e man mano che le capacità di coordinazione si sviluppano e si affinano è possibile rico­noscere dei tipici comporta­menti di sollecitazione al gio­co ( posizione ad inchino, zampe anteriori piegate, zam­pe posteriori sollevate e coda in frenetico movimento) che continueranno a manifestarsi anche nel cane adulto.
Il cucciolo giocando con i fra­telli apprende fino a che pun­to può stringere il proprio morso (inibizione del morso) senza che essi reagiscano o piangano richiamando l’a t­tenzione della madre che prontamente fa sospendere il gioco sgridando severamente il piccolo “aggressore”.
Il cucciolo impara cioè che stringere troppo e causare do­lore a un altro ha come risul­tato l’interruzione di una atti­vità piacevole e, quindi, che controllare la pressione delle mandibole significa poter continuare a giocare.
CUCCIOLI ADOTTATI
Nei cuccioli adottati precoce­mente, cioè prima del sessan­tesimo giorno di vita dall’uomo, non è raro riscontrare problemi comportamentali anche gravi che vanno dalle difficoltà di gestione per l’ec – cessiva esuberanza (iperatti­vità ed ansia da separazione) fino alle manifestazioni ag­gressive, con morsi che pos­sono causano ferite anche gravi, nei riguardi sia di esse­ri umani che di altri cani.
CANI ADULTI
Anche per gli adulti il gioco riveste un ruolo rilevante. In­fatti, tramite il gioco, il cane continua a mettere a punto strategie e tecniche che po­trebbero rivelarsi utili al mo­mento giusto. Ma ciò che è più importante, tramite il gio­co il cane può avere un con­tatto fisico privo di conse­guenze negative e spiacevoli con i suoi simili.
Visto che durante il gioco il cane si rilassa risulta più faci­le per noi umani stabilire un rapporto di fiducia e di com­plicità, tanto che si instaura una coesione sociale che ci consente di far apprendere al cane dei comportamenti uti­li. Se per esempio durante il gioco il cane sovreccitandosi comincia a saltarci addosso o afferra i nostri vestiti sarà suf­ficiente interrompere ogni at­tività, diventando passivi di fronte a lui per far sospendere al cane questo comportamen­to indesiderato, la ripresa da parte nostra del gioco rappre­senterà il suo premio per es­sere riuscito a controllarsi to­talmente.

 

 

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