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Cronaca

Frattini: “No al ritiro immediato dalla Libia”

“La Nato è alla prova della sua credibilità in Libia. Non si può correre il rischio di uccidere civili. Le missioni sono certamente utili e devono essere affrontate in un quadro di collaborazione internazionale: non ci sono né ritiri unilaterali ma neppure status quo a tempo indeterminato. Il limite è settembre”. E’ la risposta del ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla Lega che a Pontida aveva chiesto di interrompere le operazioni.

Il rischio di fare vittime civili, sostiene Frattini al suo arrivo a Lussemburgo per la riunione dei capi delle diplomazie dei 27, “è un qualcosa che non va assolutamente bene”. Tra l’altro, secondo il titolare della Farnesina, “bisogna intervenire sulla carenza di comunicazione che non contrasta la propaganda mediatica di Gheddafi, questo è un qualcosa su cui la Nato deve riflettere”.

“Abbiamo già avviato una revisione graduale e concordata (di alcune missioni, ndr), nei Balcani ad esempio, e nel Libano”, ha ricordato Frattini. “Ma si tratta di iniziative che noi concordiamo con gli alleati, le Nazioni Unite e la Nato. Com’è noto, inoltre, il 6 di luglio è prevista una riunione del Consiglio supremo di Difesa che, evidentemente ha una voce in capitolo importante”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.


Per la partecipazione dell’Italia ai bombardamenti in Libia “c’è un limite molto chiaro: il limite di settembre, fissato dalla Nato, ma credo che al di là dei bombardamenti una soluzione si debba trovare molto prima di settembre”.

 

 

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