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Tea Party a favore dell’astensione sul referendum dell’acqua

di Vito Foschi

Il Tea Party è un movimento di uomini e donne convinti che lo Stato deve ritrarsi per lasciar spazio ai cittadini, alle loro scelte, alla loro libertà e responsabilità. I referendum sono uno strumento utile perché permettono ai cittadini di esprimersi su una singola proposta senza delegare ai politici la scelta. Purtroppo i referendum che si andranno a votare la prossima settimana sono mal posti: cercano di abrogare singoli articoli di una legge rendendo difficile da capire i vari quesiti e soprattutto in caso di vittoria lasciando molto spazio ad interpretazioni con il rischio di conseguire risultati diversi da quelli desiderati dagli stessi promotori referendari. Per uno strumento di consultazione popolare sarebbe il colmo.
I referendum sull’acqua mirano a porre sotto il ferro controllo della politica la gestione degli acquedotti e il Tea Party come movimento che punta a dare più spazio alle persone e meno ai politici non che può che essere per l’astensione.
Il primo quesito elimina l’obbligo dei comuni ad effettuare una gara pubblica per affidare la gestione degli acquedotti. Per prima cosa c’è un obbligo dell’Unione Europea che impone questo e quindi la vittoria del si non cambierebbe nulla. Seconda cosa, ma più grave, se venisse abolita la norma che impone la gara pubblica ciò implicherebbe che i politici possono affidare a trattativa privata, detto in altri termini, a chi vogliono loro senza controlli, gli acquedotti. E questo significa tutelare i cittadini?
Il secondo quesito riguarda l’indicazione in bolletta della remunerazione del capitale investito. Tolto questo obbligo il capitale non sarà retribuito? Certamente no, solamente che non sapremo nulla perché in bolletta non verrà indicato il capitale investito. I politici potranno fare ciò che vogliono senza fornire la minima informazione ai cittadini. Attualmente la remunerazione del capitale investito è del 7%, tolto questo obbligo chi impedisce che la remunerazione possa diventare del 20%? Tanto non viene indicato in bolletta! Abbiamo l’esperienza passata dei comuni indebitati con i derivati cosa impedirebbe che ricapiti? I soldi per riparare e costruire gli acquedotti devono essere presi da qualche parte e dato che i comuni non hanno soldi propri devono prenderli in prestito e non credo che in giro esistano molte banche che prestano denaro gratuitamente.
Il Tea Party invita gli uomini e le donne ad astenersi ai referendum sull’acqua se vogliono ridurre i poteri dei politici ed avere un maggior controllo del loro operato.
Per saperne di più: http://www.youtube.com/watch?v=-qWFiI5irBQ&feature=player_embedded

 

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