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La ‘ndrangheta azzanna la politica: 150 arresti, fango sui partiti (video)

Estorsioni, sequestri di persona, traffico di sostanze stupefacenti. Ma anche presunte connivenze con politici locali, cui venivano promessi voti in cambio di favori, incarichi e appalti. La ‘ndrangheta Spa aveva messo le mani sul Torinese. E i metodi importati dai boss per fare quattrini erano gli stessi utilizzati nei paesi d’origine. Carabinieri e finanzieri, la scorsa notte, hanno sgominato l’organizzazione con una maxi-operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. Centottanta le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse, di cui 143 già eseguite. 70 milioni il valore dei beni sequestrati. Mille e trecento gli uomini impiegati nel blitz che ha interssato Torino e provincia, altre zone del Piemonte, la Lombardia, la Liguria e la Calabria. Un blitz che è il frutto di quattro anni di indagini, pedinamenti e intercettazioni.

Tra le persone arrestate ci sono personaggi di spicco della criminalità organizzata calabrese, piccoli imprenditori e alcuni insospettabili come Nevio Coral, ex sindaco di Leini’ (To), suocero dell’assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, Coral «era il biglietto da visita della ‘ndrangheta da spedire al mondo politico piemontese». Un mondo che, a quanto pare, non era affatto impermeabile alle infiltrazioni.

«L’amorevole intreccio tra criminalità organizzata e politica dà a quest’inchiesta un risvolto inquietante – ha detto Caselli durante la conferenza stampa – È una vergogna inaccettabile». Al momento l’unico politico arrestato è Coral, ma l’inchiesta è destinata a proseguire per approfondire i legami dell’organizzazione con il potere. «Il dato oggettivo – ha spiegato Caselli – è la sistematicità del rapporto tra potere politico e organizzazione mafiosa. Il voto di scambio avveniva a qualsiasi livello. Si tratta di episodi singoli, purtroppo numerosi, di politici che intrattengono rapporti con l’ambiente mafioso. Questi vanno al di là degli schieramenti politici: ne abbiamo accertati di orientamenti opposti. Gli affiliati sono convinti che una persona appoggiata sappia dimostrare devozione. Gli accertamenti sono ancora all’inizio». Nell’ordinanza di custodia cautelare sono citati alcuni politici e assessori piemontesi, che però non sono indagati.

Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati anche beni riconducibili a importanti esponenti della ‘Ndrangheta in Piemonte, per un valore di decine di milioni di euro. Tra i beni sequestrati numerose società, lussuose ville, appartamenti, appezzamenti di terreni edificabili, automezzi per il trasporto merci, cassette di sicurezza, conti correnti.

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Nel video qui sotto i filmati realizzati dai carabinieri che documentano alcuni incontri tra i boss calabresi e un rito di investitura degli affiliati

 

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