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Gli operai De Tomaso occupano la stazione. Rossignolo aggredito

Tensione e adrenalina, rabbia e incertezza. I circa mille lavoratori della De Tomaso hanno paura che nel loro futuro non ci sia il lavoro in una fabbrica che produce auto di lusso. Temono il nulla. Ieri hanno manifestato sotto l’assessorato regionale al Lavoro. Dentro, sindacati, azienda e Regione hanno cercato di sbrogliare un’intricata matassa di cui, per ora, si intravede l’inizio ma non la fine. Il simbolo delle avversità è stato, suo malgrado, Gian Mario Rossignolo, presidente dell’azienda, che al termi­ne dell’incontro è stato dapprima fi­schiato e, all’uscita, rincorso da alcu­ne decine di lavoratori. Rossignolo è stato protetto dalla polizia e ha rag­giunto a fatica la Deauville nera, il primo modello che dovrebbe uscire dallo stabilimento di Grugliasco, con cui si è presentato all’incontro e che è stata presa a calci da alcuni operai.
Sono volati spintoni con le forze dell’ordine, poi la tensione si è sfogata con i sindacati, prima la Fiom, che ha tentato di calmare gli animi, e poi in un corteo spontaneo, che ha raggiunto la vicina stazione di Porta Nuova bloccando i binari fino alle 21 circa.

 

L’articolo di Alessandro Barbiero su CronacaQui in edicola l’8 giugno

 

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