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Il Borghese

La gioventù tradita

Può darsi che Balotelli sia solo un bambinone. Alto, forte, velocissimo, nero e infantile. Uno che spara (a salve, naturalmente) dall’auto in corsa nel centro di Milano, che tira le freccette sui ragazzi delle giovanili a Manchester dove è diventato l’idolo del City con il soprannome di “bad Mario”, che becca multe da 120mila sterline, che tenta di fare irruzione in un carcere femminile senza permesso («Ero curioso…», la giustificazione), che vive sopra le righe sempre tra amori laceranti ed escort di quinta fila. Sarà un bambinone uno così? A noi perdonisti per abitudine, classificarlo così ha fatto pure comodo. In fondo non è stato lui a ricevere il Golden Boy a Natale al punto di essere considerato l’erede di Messi?

E non è lui che conquista una copertina dopo l’altra sulle riviste di Gossip? Un idolo, o aspirante tale, a casa nostra, è intoccabile o quasi. Al punto da dimenticare che questo ragazzo ricco, viziato, permaloso, bravo e pure baciato in fronte dalla fortuna, oltre ad essere un idolo di certe folle, è pure un simbolo per migliaia di ragazzini. Uno da emulare, a partire dalla crestina di capelli ingessata dal gel, per finire agli abiti sgargianti e alle… imprese eroiche di cui si gloria con irriducibile baldanza. Una responsabilità a cui “Bad Mario” sembra impermeabile al punto da concedersi proprio tutto, compresa la curiosità di scoprire che cos’è Gomorra e non leggendo un libro o vedendo un film, ma andandoci di persona in quel di Gomorra, alias Scampia, invitato speciale di un gruppetto di boss locali il cui impegno sociale è il commercio all’ingrosso e al dettaglio della droga. Ospite graditissimo, dicono le cronache, con tanto di fans al seguito, applausi e autografi. Roba da non crederci, dove può arrivare la stupidità e la voglia di provocare. Ma possibile che il Bambinone nero non si renda conto di essersi prestato alla criminalità, di averla in qualche maniera sdoganata dalla melma dove abita abitualmente, di interpretare il peggio in un calcio che già nuota nel guano fino al collo per via delle partite truccate? È possibile, visto il personaggio. Quello che invece vorremmo sapere è attraverso quali canali il Bambinone è stato contattato e convinto a partecipare alla trasferta di Scampia. Canali preclusi, ci permettiamo di farlo notare, a qualunque altro tifoso che possa immaginare di poter ospitare il campione a casa propria. Verrebbe da dire che nonostante i precedenti (chi ha dimenticato le immagini di Maradona insieme ai fratelli Giuliano?) il calcio, compreso il grande calcio, ha continuato a tenere rapporti con la malavita organizzata. E di riflesso che mafia, camorra, ‘ndrangheta continuano a spendere il loro potere di relazione per conquistare consenso negli ambienti popolari e nelle tifoserie. Il marcio che avanza, che sporca, che allunga le mani su quello che tutti noi vorremmo considerare come un paradiso, lo sport e che invece – giorno dopo giorno – assomiglia sempre di più alla società che lo circonda, dove raggiri e denaro sporco vincono su tutto. Anche sulla passione. Bene, il Bambinone Balotelli questa volta non merita una tiratina d’orecchie e un buffetto sulla guancia. Il tour sotto le vele di Scampia inquina lo sport, il suo valore sociale e offende chi – come i ragazzi con la divisa – ogni giorno si batte contro la criminalità a cui lui ha tributato amicizia e onori. Troppo anche per lui. Anzi, per noi.

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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