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VIA SOSPELLO Il progetto di Atc, dell’associazione Altrocanto e della parrocchia Cafasso

Dopo 15 anni rinasce la palestra: «Ma sarà un laboratorio sociale»

Riapre i battenti e con altre funzioni la vecchia scuola di arti marziali

Chiusa da quindici anni, quando ancora sui tappetini risuonavano le urla di giovani ragazzi intenzionati a diventare esperti di arti marziali. Quell’edificio, all’interno delle case popolari di via Sospello 163, è oggi abbandonato. Su un lato è ancora presente la scritta “palestra” mentre all’esterno sono i residenti delle case popolari a sperare nella riqualificazione.

Tra di loro spunta anche qualche vecchio maestro di karate e aikido. «Quanti bei ricordi – racconta Giovanni, residente ed ex maestro – sepolti tra quelle quattro mura. Quanto vorremmo che questo luogo tornasse a rendersi utile, proprio come negli anni ‘90».

Il complesso architettonico di via Sospello fu costruito nel 1930 secondo un progetto architettonico all’avanguardia per i tempi: le palazzine di case popolari racchiudevano al loro interno un asilo, una piscina, una palestra e una cappella per la messa. Una sorta di piccolo quartiere autonomo con servizi per gli abitanti. Nel tempo questi servizi si sono interrotti, perché gli abitanti usufruivano all’esterno di questi servizi e perché i locali necessitavano di una manutenzione costante (e onerosa) che non era possibile assicurare.

«Attualmente – spiegano da corso Dante – gli spazi della ex piscina ed ex palestra richiederebbero sforzi economici ingenti per essere messi in sicurezza, ristrutturati e diventare nuovamente utilizzabili e non sono stati individuati imprenditori interessati ad investire sul loro riuso a fini commerciali».

Tuttavia una buona notizia c’è. Lo spazio della palestra tornerà presto a nuova vita e diventerà un laboratorio sociale. Sarà possibile grazie al progetto dell’associazione Altrocanto, che collabora con la vicina parrocchia Cafasso. L’associazione avrà in disponibilità questo locale da Atc e provvederà ai lavori necessari.

Al progetto saranno coinvolti alcuni residenti del quartiere, persone senza occupazione che in questo laboratorio potranno acquisire nuove competenze (falegnameria, giardinaggio) che metteranno all’interno del complesso con interventi di piccola manutenzione e cura del verde degli spazi comuni. Lo spazio diventerà inoltre un luogo di aggregazione per il quartiere, dove si organizzeranno iniziative e ci si proporrà di far nascere un comitato dei residenti.

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