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Spettacolo

Il nuovo album di Raf: «Degli anni ’80 è rimasto zero»

Ventidue anni fa Raf si chiedeva “Cosa resterà degli anni 80”. La risposta è nel nuovo album “Numeri”, uscito martedì scorso a tre anni di distanza dall’ultimo cd d’inediti “Metamorfosi”.
«Nel brano d’apertura “Numeri” Frankie Hi­Nrg afferma che è rimasto lo zero, In realtà degli anni ’80 è ri­masto il niente. So­no caduti i valori in cui credevamo ed è rimasto un vuoto che niente e nessuno ha ancora colmato».
Esiste una solu­zione?
«I problemi aumen­tano in proporzione ai numeri. La solu­zione è nel nostro cuore e nella nostra buona volontà. Capisco che il cuore non can­cella la disoccupazione; ma tutto potrebbe migliorare se ciascuno di noi avesse più amore per gli altri e per l’ambiente. Non mi sento rappresentato da alcun partito o politico; ma non intendo sostituirmi a loro: voglio sempli­cemente invitare tutti a staccarsi dai vizi mate­riali ».
Il brano “Mondi nuovi” ha un’anima ecolo­gista…
«L’ho scritto prima del disastro in Giappone. Già 20 anni fa indossavo magliette con frasi in francese contro il nucleare».
Che cosa la spaventa?
«La mia paura più grande è diventare un numero. Oggi è tutto omologato: è complicato trovare qualcosa da condividere con gli altri. Se parli a qualcuno di condivisione, pensa soltanto a Facebook».
Com’è nata la collaborazione con Frankie Hi-Nrg e Nathalie nella canzone “Nume ­ ri”?
«Non volevo improvvisarmi rapper come in passato. Ho affidato il testo a Frankie, perché ha una visione del mondo in sintonia con la mia. Nel finale io ribadisco e ribalto il concet­to, dicendo che non siamo soltanto numeri e ognuno ha la sua storia, il proprio libero arbitrio».
E Nathalie?
«I talent show oggi sono la migliore opportunità per chi vuole farsi conoscere, ma du­bito fortemente che riescano a scovare talenti autentici. Na­thalie è l’eccezione: ha una voce interessante e grande personalità».
Ha firmato la canzo­ne “Ogni piccola co­sa” assieme a sua moglie Gabriella Labate…
«Mi ha suggerito frasi involontarie, ma fon­damentali per il testo; così ho voluto ricono­scerle il ruolo di co­autrice. Era già succes­so con “Metamorfosi”, che avevo scritto basandomi anche sui tanti post-it che dis­seminava per casa perché si parlava di una persona a lei molto cara».
Il vostro è un amore forte e indenne al gossip…
«Io non sono affatto mon­dano: molti giudichereb­bero noiosa la mia vita, ma per me è fondamenta­le perché mi dà serenità.
Non capisco la nevrosi di chi vive alla ricerca di piaceri effimeri: ai miei figli cerco di insegnare che oltre allo shopping esiste il piacere di una passeggiata».
La canzone “Nume ­ ri” è fuori dagli sche­mi del suo pop raffi­nato: un esperimen­to riuscito. Poteva osare di più?
«La musica attuale è usa e getta. Devo rispetta­re la richiesta di semplicità del pubblico, cercando di non scadere mai nella banalità. Verrà il giorno in cui potrò sfogare il mio istinto musicale senza alcun condizionamen­to ».
Eppure “Controsenso” è una canzone che esorta a esaltare la pro­pria personalità contro tutto e tutti…
«Sono convinto che non bisogna uniformarsi a un mondo che appiattisce tut­to; ma devo esprimere la mia creatività tenendo conto delle esigenze del mercato discografico. Co­me cantautore di nicchia non sarei credibile; infatti i dischi che mi rappresenta­no meglio, tipo “La prova”, sono quelli meno premiati dalle classifiche».
Il compromesso artistico di Raf per ora funziona: l’album “Numeri” ha conquistato immediatamente la prima posi­zione della classifica digitale di iTunes.

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