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Giro d’Italia: tappa con il lutto al braccio. Genitori e moglie di Weylandt sul luogo della tragedia

E’ partita con il lutto al braccio la quarta tappa del Giro d’Italia. Il clima di festa per i 150 anni dell’unità d’Italia dovuto alla partenza da Quarto dei Mille, ha lasciato il posto ad un’atmosfera cupa e di tristezza per la morte del giovane corridore Wouter Weylandt avvenuta lunedì pomeriggio al passo del Bocco.
“Abbiamo condiviso un progetto di tappa che sta a cuore ai corridori”, aveva spiegato il direttore della corsa, Angelo Zomegnan. “Dopo un minuto di raccoglimento alla partenza, la fanfara dei bersaglieri suonerà il Silenzio, poi i corridori in bici andranno all’ospedale Galsini per regalare tre minuti ai bambini che soffrono. Nei 216 km da Quarto dei Mille a Livorno, ogni squadra guiderà il gruppo ciascuna per 10 chilometri. Nell’ultima parte del percorso gli otto ciclisti della Leopard passeranno in testa e arriveranno insieme sul traguardo”.
“Non c’è spazio per la polemica sui soccorsi poiché sono stati immediati sia da parte del personale del Giro, sia del 118 e dell’elisoccorso”. Lo ha chiarito il procuratore della Repubblica di Chiavari, Francesco Cozzi, che si sta occupando dell’inchiesta sulla morte di Weylandt. “Al momento non appare alcuna responsabilità da parte di terzi e attendiamo l’esito dell’autopsia”, che sarà effettuata nel pomeriggio.
I genitori e la fidanzata di Weylandt si sono recati alla camera mortuaria dell’ospedale di Lavagna. Anna Sophie, la compagna incinta del corridore, aveva con sé alcune foto di Wouter e una piccola rosa. In lacrime, si è stretta alla madre del ciclista. Dopo aver effettuato il riconoscimento all’obitorio, Anna Sophie e il padre di Weylandt si sono recati sul luogo dell’incidente al passo del Bocco.

 

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