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L’autoproposta di Silvio: «Milan, meriti uno stadio che si chiami Berlusconi »

«Merito che mi si intesti lo stadio di Mila­no » : parola di Silvio Berlusconi. Il premier fa dietro­front rispetto alle di­chiarazioni del 2 maggio, quando a Mi­lan Channel in meri­to allo stadio disse: «Mai parlato di uno stadio a me intitolato.
Ma vantando il fatto di essere il presidente più vincente nella storia del calcio, cito Bernabeu che ha vin­to la metà di me e ha un grande impianto che porta il suo nome. Io comun­que credo nelle tradizioni: il no­stro stadio si chiama San Siro e ci va benissimo così». Ieri il Cavaliere al programma “Porta a porta” fa un rimpasto delle paro­le di qualche giorno prima sotto­linea: «Si parla di scudetto solo quando lo si è già cucito sulla maglia della squadra. In questo caso per il Milan si tratterebbe del 27/mo grande trofeo che il Milan si cucirebbe sulla maglia ed i 26 trofei che già si è cuciti con la mia gestione hanno fatto del Milan la squadra più titolata al mondo e hanno fatto di me il presidente che nella storia del calcio ha vinto di più». Berlu­sconi poi ribadisce «che dopo di lui il presidente che ha vinto di più è il grande Bernabeu del Real Madrid e gli spagnoli rico­noscenti gli hanno intitolato uno stadio » . Tradotto: voglio che a Milano ci sia uno stadio a mio nome. Mentre il proprieta­rio del Milan occupa piazze e televisioni la sua squadra si pre­para per la partita clou, quella contro la Roma, ritrova anche gli squalificati e gli infortunati: Ibrahimovic e Pato.

 
L’articolo di Tiziana Cairati su CronacaQui in edicola il 5 maggio

 

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