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Inghiotte 90 pastiglie, salvo grazie alla moglie. L’azienda gli aveva comunicato la mobilità

Tentati suicidi, dipendenze pato­logiche e vendita dei beni più cari pur di ottenere denaro contante: so­no le altre facce di un male oscuro che si chiama depressione. Pochi giorni fa, davanti ai cancelli della ex Bertone, mentre i lavoratori si mette­vano in coda per votare al referen­dum, aveva fatto scalpore il vero e proprio grido di dolore di una donna: «Mio marito ha tentato di uccidersi perché temeva non pagassero più la cassa integrazione». Sessantenne, un figlio di 12 anni che va a scuola, la cassa integrazione come un incubo infinito e il terrore che la Fiat smetta di pagare l’assegno di indennità. Ed ecco l’ansia, il male oscuro, il passag­gio in ospedale. Poi, con le dimissio­ni, ancora quel terrore addosso e il gesto disperato di gettarsi da un ca­valcavia a pochi metri da casa.

 
L’articolo di Liliana Carbone su CronacaQui in edicola il 5 maggio

 

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