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Il capo clan latitante preso a Torino: «’U mungianisi» ordinava gli omicidi

Lo hanno arrestato a Torino dove si era nascosto. Uccel di bosco dal luglio scorso, Giorgio De Masi ( detto ‘ U mungianisi – il mungitore ndr), 59 anni, boss indiscusso di una delle cosche più spietate della ‘ ndrangheta, ” la locale di Gioiosa Ionica”. Lui, l’organizzatore del gruppo di fuoco che il 29 dicembre di due anni fa giustiziò Giuseppe Gioffré, 51 anni, in un agguato a Bovalino in provincia di Reggio Calabria. Gioffré, originario di San Luca, risiedeva a Settimo Torinese, dove faceva l’i m p r e n­ditore nel settore della carpenteria. L’uomo aveva precedenti per mafia, droga e riciclaggio, reati che avrebbe commesso in Piemonte. Gioffré si trovava in Calabria con il figlio di 17 anni, rimasto ferito nella sparatoria, per trascorrere con i familiari le festività natalizie e dove aveva affittato una villa lussuosa. Un classico regolamento di conti legato, verosimilmente, alla strage di Duisburg.
Giorgio De Masi era latitante dal luglio scorso, da quando cioè, nel corso dell’operazione denominata ” Crimine 1″, la polizia di Reggio Calabria assicurò alla giustizia decine di affiliati all’organizzazione criminale calabrese. Potendo contare su una serie di complicità, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori della Criminalpol torinese, De Masi ha raggiunto quasi subito il capoluogo piemontese dove, esibendo documenti falsi, ha potuto nascon­dersi in pensioni e alberghi della città.

 

L’articolo di Marco Bardesono e altri particolari su CronacaQui in edicola il 27 aprile

 

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