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Alta tensione Marchionne-Fiom: “Fabbrica Italia è a rischio”

 «Se non ci sarà in tempi brevissimi una precisa e dichiarata approvazione del piano da parte del sindacato, Fiat rinuncerà al progetto e avvierà la ricerca di una nuova allocazione per l’investimen­to relativo alla produzione della nuova Maserati del segmento E». È un ultimatum quello che Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, ha lan­ciato ieri alla Fiom dopo l’incontro al Lingotto con i leader dei sindacati nazionali. Nessun cedimento di fronte alla proposta di Sergio Chiamparino di ammorbidire l’adozione del nuovo contratto dell’auto a matrice Fiat, nessuna considerazione del documento proposto all’azienda dal consiglio di fabbrica a maggioranza Fiom: per la Fiat, il testo di riferimento è quello di Pomigliano. Le Rsu, messe alle strette, hanno deciso che saranno i 1.100 lavoratori a decidere. Lo faranno con un referendum in programma il 2 maggio.
Per Marchionne, senza l’approvazione della Fiom, a Grugliasco non si farà nulla: «Sarebbe impossibi­le – ha fatto sapere ieri in un comunicato – realizza­re gli obiettivi del piano senza il consenso dell’or­ganizzazione sindacale che conta il maggior nume­ro di iscritti fra i dipendenti e la maggioranza nelle Rsu dello stabilimento». Quindi: o le tute blu della Cgil accettano quanto finora rifiutato a Pomigliano e Mirafiori, o l’investimento salta.

L’articolo di Alessandro Barbiero su CronacaQui in edicola il 20 aprile

 

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