img_big
News

In 300 alla frontiera per quel documento che vale la Francia (Reportage)

Passata la canea mediatica che ha accompagna­to il blocco dei treni che collegano l’Italia alla Francia, non senza il solito contributo di attivisti dei centri sociali e delle associazioni umanitarie, il giorno dopo sembra un giorno come tutti gli altri. Un giorno che per Jamel, Alil, Sadeh e Ibrahim comincia poco dopo l’alba, al confi­ne, dove i controlli si sono fatti meno serrati. Nuove disposizioni, chi ha i documenti, oggi, può passare. «Noi, però, siamo stati rimandati indietro.

Eravamo senza e ci hanno fatto capi­re che dovevamo invertire la marcia e tornare in Italia». Camminano a passo lento e in fila indiana sullo stretto marciapiede di un tunnel, diretti a Ventimiglia. Il più piccolo ha appena diciassette anni, ci ha provato anche questa vol­ta. «Dicono che in Italia distribuisco­no i documenti, vero?». La risposta, non così semplice, sembrerebbe quasi offensiva di fronte all’accendersi dei suoi occhi. «Non è così», gli risponde uno dei compagni di viaggio, smontando le sue illusioni. «Non hai capito? Sarkozy non ci vuole, gli italiani invece sì».

 
Il reportage completo di Enrico Romanetto e altri particolari su CronacaQui in edicola il 19 aprile.

Qui sotto, il video reportage del 4 marzo

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo