img
News

Thyssen, sentenza storica: riconosciuto il dolo eventuale, 16 anni e mezzo a Espenhahn

Sedici anni e mezzo di reclusione¬†per Herald Espenhahn, 13 per¬†Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri. Dieci anni e dieci mesi per Daniele Moroni. La lettura della sentenza della Corte d’Assise di Torino arriva a tarda sera, e segna una svolta epocale nella storia della giurisprudenza italiana in materia di incidenti sul lavoro. I giudici – cosa mai successa prima – hanno dato ragione all’accusa e riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette operai morti nel rogo alla Thyssenkrupp.

Sette vite spezzate dal fuoco in una notte che Torino non dimenticherà mai. Si chiamavano Antonio Schiavone, 36 anni e tre figli, Roberto Scola, 32 anni e due figli, Angelo Laurino, 43 anni e due figli, Bruno Santino, 26 anni, Rocco Marzo, 54 anni e due figli, Rosario Rodinò, 26 anni, Giuseppe Demasi, 26 anni.

La responsabilit√† per omicidio volontario con dolo eventuale √® stata riconosciuta nei confronti dell’amministratore delegato, Herald Espenhahn. Gli altri dirigenti sono¬†stati invece giudicati colpevoli di cooperazione in omicidio colposo.

“Chi ha sbagliato ha pagato –¬†dichiara in lacrime l’unico sopravvissuto, Antonio Boccuzzi – E’ stata fatta giustizia”. Una sentenza¬†“incomprensibile e in spiegabile”, commenta la Thyssen con un comunicato, mentre gli avvocati della difesa annunciano che faranno appello.

Tutta la cronaca della giornata e gli approfondimenti su CronacaQui in edicola il 16 aprile

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo