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Pagano 1.000 euro al mese per stare soli e senza aiuto

“Casa Augusta” è un casolare di due piani, color giallo ocra. Tendine alle finestre, prati verdi appena rasati, che danno l’illusione di un idilliaco angolo di campagna. Non una casa di riposo, non una residenza socio-assistenziale. Piuttosto, una «comunità abitativa di anziani». Un’associazione, un ente «senza fini di lucro», dove risiedere costa dai mille ai millecinquecento euro al mese che «non è una retta, ma una quota per il contributo spese». Tanto perché si mantengano fino in fondo le apparenze.
Ad accogliere i visitatori, passato il cancello, troviamo Margherita, una ragazza romena di poco più di vent’anni, stupita dal fatto di riceverne tanti in pochi giorni. Mercoledì i carabinieri del Nas, ieri il consigliere regionale del Pdl Gian Luca Vignale. Hanno voluto vederci chiaro, dopo la denuncia anonima presentata da un’infermiera che lì ha prestato servizio lo scorso inverno. «Non sopportavo più vedere quegli anziani soffrire – ha raccontato con la voce rotta dalla commozione e dalla paura di eventuali ritorsioni – abbandonati in quelle condizioni, spesso tra i loro escrementi. Ho visto anche praticare flebo e dare medicinali da personale non qualificato».

L’inchiesta di Enrico Romanetto su CronacaQui in edicola.

Per segnalare sprechi, inefficienze e ingiustizie, scrivete a reporter@cronacaqui.it

 

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