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Marchionne accelera al 30% di Chrysler: «Salire oltre il 51%»

 Sergio Marchionne lunedì l’aveva detto: bisogna fare in fretta. E così è stato. Fiat, infatti, ha accelerato e ieri ha fatto un altro passo in avanti nel processo di integrazione con Chrysler: il 30% della casa di Detroit adesso è nelle mani del Lingotto, che guarda da vicino il traguardo del 51%. Un traguardo che porterebbe alla nascita di un gruppo automobilistico con 146 stabilimenti nel mondo e circa 190mila dipendenti, con l’obiettivo di raggiungere nel 2014 un fatturato di oltre 100 miliardi di euro e di vendere sei milioni di vetture.
L’incremento del 5% annunciato ieri ha modifi­cato l’assetto delle partecipazioni in Chrysler, il cui capitale è ora controllato al 59,2% dai sindacati Usa Uaw e Veba, il 30% dalla Fiat, l’8,6% dal Tesoro Usa, il 2,2% dal governo canadese. La tabella di marcia, definita dall’ac­cordo “Performance Event” che ha dato i natali all’alleanza tra Fiat e Chrysler, prevedeva tre gradini per salire dall’iniziale 20% fino al 35%. Il primo step era stato raggiunto a gennaio con la produzione e l’omologazione negli Stati Uniti (a Dundee in Michigan) del motore Fire.

L’articolo di Filippo De Ferrari su CronacaQui in edicola il 13 aprile

 

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