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Torino: pescivendolo aggredisce la giovane collega, le strappa i jeans e poi tenta di violentarla

Si invaghisce di una collega che, come lui, lavora nel reparto pescheria di un noto centro commerciale, una sorta di ossessione che lo porta a molestare sessualmente la donna oggetto delle sue fantasie. Lei lo denuncia e lo fa condannare per violenza sessuale, eppure vittima e molestatore lavorano ancora nel medesimo posto. Era il 21 dicembre 2008, quando Paolo -lo chiameremo così – convinse con l’inganno Elena, anche questo è un nome di fantasia, ad accompagnarlo nell’abitazione a lui riservata nello stesso stabile del centro commerciale. Trovatosi faccia a faccia con la donna, Paolo non ha resistito: dopo aver cercato più volte di accarezzarla, le si è buttato addosso, cercando di toccarla nelle parti intime fino a romperle i jeans. Nonostante la donna abbia cercato di divincolarsi, Paolo le ha infilato le mani sotto la maglia per palparle il seno, infine l’ha baciata sostendendo di aver perso la testa per lei. Due giorni dopo Elena ha sporto querela contro di lui.

L’articolo di Thomas Ponte su CronacaQui in edicola

 

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