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Bertone, aut aut di Marchionne: «Accordo subito o salta tutto»

 Quello di Sergio Marchionne suona come un ultimatum: accordo in pochi giorni per l’ex Bertone o salterà tutto. Un messaggio chiaro alla Fiom, lanciato nel giorno della presentazione della gam­ma europea della Jeep targata Fiat. L’am m i n i s t r a t o­re delegato ha fretta di chiudere la questione delle Officine Automobilistiche Grugliasco, così come è intenzionato a stringere i tempi per la Chrysler: l’acquisto di un’ulteriore quota del 5% della casa di Detroit, che porterà Fiat al 30%, avverrà nei « pros­simi giorni » . Il manager ne ha pure per il governo e ha difeso la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, che ha accusato la compagine- Paese di lasciare soli gli imprenditori.
Quello che un po’ a sorpresa arriva in elicottero alla pista Fiat a Balocco è un Marchionne rilassato e in splendida forma ( merito forse anche del giro tra i cordoli che si concede al volante della sua Enzo Ferrari nera) e che, come al solito, non le manda a dire. A cominciare dall’affaire ex Bertone. La Fiat è pronta a investire 500 milioni per produrre un modello Maserati, ma la trattativa si è arenata a causa del braccio di ferro con la Fiom. « I piani alternativi – ha spiegato Marchionne – ci sono. Li abbiamo sia in Italia sia altrove. Preferirei fare la Maserati in Italia, sono ottimista sul fatto che la vettura si possa fare nel nostro Paese » . Sull’at t e g­giamento della Fiom, che nella fabbrica detiene una larga maggioranza, il manager è stato chiaro: « La­scio giudicare ai dipendenti della Bertone, sarebbe un vero peccato per loro non fare l’investimento lì, ma ognuno è libero di fare le sue scelte » .

 
L’articolo di Filippo De Ferrari e altri particolari su CronacaQui in edicola il 12 aprile

 

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