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Cronaca

Lampedusa, affonda un barcone: “A bordo molte donne e bambini” 150 dispersi, avvistati 20 cadaveri

Continuano le ricerche delle 150 persone disperse in mare in seguito al naufragio di un barcone avvenuto nella notte nel Canale di Sicilia. Fino ad ora sono stati salvati 48 immigrati, ma in molti potrebbero non avercela fatta. Intorno alle 10, infatti, sono stati avvistati almeno 20 cadaveri e, secondo alcune testimonianze, a bordo del natante c’erano molte donne e molti bambini. Le condizioni meteo non facilitano le operazioni di soccorso: il mare ha raggiunto forza 6 con raffiche di vento da Nord Ovest fino a 29 nodi. Nelle ricerche sono impegnate tre motovedette, un aereo e un elicottero della Guardia Costiera e un aereo maltese, oltre a un motopesca di Mazara del Vallo che è stato dirottato nella zona. Si teme che molte persone siano morte.

I 48 superstiti sono attesi a Lampedusa. Tra di loro, secondo le prime informazioni, non vi sarebbero feriti gravi. Sul molo Favaloro, dove è atteso l’arrivo dell’unità, si stanno tuttavia predisponendo i mezzi di soccorso per eventuali emergenze.

Il naufragio del barcone è avvenuto in acque Sar (le operazioni di ricerche e soccorso ndr) di competenza maltese, a 39 miglia da Lampedusa. Sono state proprio le autorità della Valletta a segnalare il barcone in difficoltà alla centrale operativa delle Capitanerie di Porto di Roma, dopo avere ricevuto un SOS lanciato dal barcone attraverso un telefono satellitare. La Marina Militare maltese ha aggiunto di non essere in grado di intervenire.

Intanto a Napoli è arrivata la nave Excelsior con 531 persone a bordo. I migranti verranno fatti salire sugli autobus diretti al campo allestito nell’ex caserma Ezio Andolfato di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Sul molo 44 del porto di Napoli è presente un ingente schieramento di forze dell’ordine e di volontari della Croce Rossa che provvederanno a fornire la prima assistenza agli immigrati.

Maroni, accordo con Tunisi
La Tunisia dice no ai rimpatri massicci per i 20 mila sbarcati a Lampedusa quest’anno ma si impegna a rafforzare i controlli per evitare nuove partenze e ad accettare la riammissione rapida delle persone che arriveranno in Italia dopo l’entrata in vigore del decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi, che sarà firmato oggi. Questo in sintesi l’accordo raggiunto a Tunisi dal ministro dell’Interno Roberto Maroni e dal suo collega Habib Essid.
Niente numeri e date dei voli di rimpatrio, ma la disponibilità del Paese nordafricano a riprendersi direttamente, con procedure semplificate (basterà il riconoscimento della persona da parte dell’autorità consolare, senza l’invio delle schede dattiloscopiche) coloro che arrivano in Italia dopo l’entrata in vigore del permesso di soggiorno a tempo. In questo modo, fanno notare dal Viminale, c’é un effetto deterrente, perché i tunisini non saranno incentivati a partire sapendo di andare incontro al rimpatrio spiccio.

 

 

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