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Il Borghese

Caos, caos, caos, caos

Come temevamo siamo al caos. Una confusione così vorticosa da risucchiare nel gorgo anche il rassicurante gergo della burocrazia che ora è senza parole per descrivere l’invasione dei disperati che sono sbarcati, o sbarcheranno, sulle nostre spiagge. Primo e vero elemento di caos: la denominazione dei fuggitivi stessi. A riguardo un dubbio amletico: sono profughi, dunque titolari di diritti riconosciuti dalla giurisprudenza internazionale, o clandestini secondo l’accezione del termine con il quale si descrive uno straniero privo dei requisiti per soggiornare liberamente sul territorio italiano? Per citare uno che conta, riportiamo le parole del Governatore della Lombardia Roberto Formigoni: «Se si tratta di profughi siamo pronti a fare la nostra parte. Ma di immigrati irregolari non se ne parla». Lapidario, e anche esaustivo: «Mi sembrerebbe strano che si potesse parlare con noi di immigrati irregolari perché gli immigrati irregolari vanno esaminati e poi vanno espulsi o riaccompagnati alla frontiera. Ci sono dei centri appositi per questo e non è una pratica che richiede un periodo di tempo molto lungo». Tutto chiaro? Macchè. basta spostarsi un centinaio di chilometri verso ovest e, a Torino, un altro che conta, ossia il sindaco Sergio Chiamparino, pare avere molte meno certezze. «Nessuno – spiega – ci ha ancora detto quale sia lo status di queste persone e quali sono i diritti che possono vantare in Italia». Traducendo, il dubbio del sindaco è evidente: clandestini o rifugiati? E forse non ha tutti i torti quando Chiamparino fa notare che nella gestione di una delle più grandi emergenze degli ultimi anni manca una vera pianificazione su scala nazionale. E qui torna in campo la burocrazia che confonde e tergiversa senza trovare risposte immediate ed efficaci. Sulle aree da trasformare in tendopoli, sulle loro caratteristiche, sui meccanismi di sorveglianza e controllo di decine di migliaia di persone senza identità. Il che fa presumere che, quando vi sarà l’alta marea dei fuggitivi (noi continuiamo a chiamarli così), Regioni e Comuni si troveranno in brache di tela rifugiandosi, più che in una asettica precisione svizzera, nella solita italica arte di arrangiarsi. Un esempio per tutti: a Torino i cosiddetti fuggitivi finiranno nell’Arena Rock, mancato palcoscenico per le star della musica internazionale, oppure altrove visto che lo stesso Chiamparino, che pareva aver tolto le castagne dal fuoco a tutti con la sua offerta, oggi avverte Governo e Regione di non sottrarsi ai propri doveri? Per il momento è un’ipotesi. Come un’ipotesi è il tempo dedicato alla loro permanenza. L’unica certezza è che ieri mattina sei navi sono salpate da Lampedusa: destinazione, casa nostra.
beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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