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Spettacolo

Ugo Tognazzi, ricordo di un mito allo Spazio Oberdan di Milano

Ugo Tognazzi conosceva bene “L’arte dell’attore” e a lui la Fondazione Cineteca Italiana dedica una rassegna di un intero me­se. Da domani al primo maggio nella Sala Alda Merini dello Spazio Ober­dan saranno proiettati 19 film del grande interprete, che proprio in que­sti giorni avrebbe compiuto 89 anni e che debuttò negli anni ’40 nella com­pagnia teatrale di Wanda Osiris, per poi esordire sul grande schermo nel 1950 con un altro genio lombardo della risata come Walter Chiari.
Ben 150 le pellicole in cui Tognazzi compare come attore e solo 5 quelle che diresse. Della rassegna fanno par­te anche due documentari come “Ri­tratto di mio padre” di Maria Sole Tognazzi , presentato all’ultima edi­zione del Festival di Roma, e “L’uomo dalla bocca storta”, incentrato su Lu­ciano Salce, l’arguto regista con cui Tognazzi girò due dei suoi film più riusciti come “Il federale” e “La voglia matta”; gli autori Emanuele Salce e Andrea Pergolari saranno presenti in sala la sera del 6 aprile. Domani si comincia con “I viaggiatori della se­ra”, di cui Tognazzi firmò anche la regia, e in platea ci sarà la protagonista Ornella Vanoni. Il 14 aprile a incon­trare il pubblico sarà Gianmarco To­gnazzi, che a soli 7 anni recitò in “Romanzo popolare” di Mario Moni­celli, film con una colonna sonora tutta milanese composta da Enzo Jan­nacci.
Per citare il critico cinematografico Pino Farinotti, che introdurrà le proiezioni de “I viaggiatori della sera” e “La marcia su Roma” il 20 e il 22 aprile, “Ugo Tognazzi è un promemo­ria opportuno. Significa qualità, sto­ria, soprattutto grande cinema. La sua è la generazione che ci ha esportati, che ci ha fatto conoscere altrove. Allo­ra succedeva. Ugo non avrebbe saputo fare “Amleto” come Gassman, non era modello italiano e uguale a se stesso come Sordi, non aveva lo char­me di Mastroianni, non trasmetteva la popolarità alla “Cesaroni” di un
Manfredi, ma è stato attore vero, buo­no per tanti ruoli pur essendo sempre Tognazzi”. A far da riprova alle belle parole di Farinotti sono le tante inter­pretazioni non solo comiche dell’atto ­re cremonese, dalla magistrale prova nei panni di un testardo fascista ne “Il Federale” a quella in “La donna scim­mia” di fianco alla recentemente scomparsa Annie Girardot (film che sarà presentato l’8 e il 16 aprile con i due finali concepiti dal regista Marco Ferreri e dal produttore Carlo Ponti).
I biglietti costano dai 3,50 ai 5,50 euro e per entrare in sala serve anche la Cinetessera annuale da 3 euro. Info e programma completo su www.cine­tecamilano. it e www.provincia.mila­no. it/cultura.

 

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